Pubblicava sui social contenuti di matrice jihadista, come video di propaganda che ritraggono esecuzioni sommarie di prigionieri, materiale apologetico del Daesh, manualistica relativa all'auto addestramento e alla fabbricazione di home made explosives. E aveva contatti con sedicenti membri dello Stato Islamico e con altre persone che su Internet promuovevano azioni terroristiche.
La Polizia di Stato di Ragusa ha dato esecuzione a un'ordinanza della misura cautelare del collocamento in comunità emessa dal Tribunale per i Minorenni di Catania nei confronti di una ragazzina albanese, residente nella provincia ragusana, indagata per i reati di auto-addestramento e di apologia con finalità di terrorismo anche internazionale.
L'indagine ha avuto origine da una segnalazione dell'Aisi, l'agenzia di intelligence italiana, che aveva notato i contenuti di matrice jihadista pubblicati soprattutto su TikTok dalla minorenne, come accertato poi dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Dai successivi approfondimenti investigativi della Digos ragusana anche nell'ambiente scolastico, è emerso che la studentessa aveva mutato le proprie abitudini, restringendo le proprie frequentazioni alle compagne di classe di religione islamica.
Il processo di radicalizzazione intrapreso dalla ragazzina è stato scoperto quando è stato sequestrato e analizzato il suo dispositivo elettronico a seguito di una perquisizione. Oltre a contenuti di propaganda dello Stato Islamico e di immagini generate con l'intelligenza artificiale, c'erano richiami alla simbologia dell'estrema destra e la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento e all'antisemitismo. La ragazzina aveva condiviso anche video della violenta aggressione in una scuola media in provincia di Bergamo di uno studente di 13 anni alla professoressa di francese avvenuta lo scorso marzo.