Novak Djokovic ha lodato il movimento giovanile che in Serbia ha portato alla sconfitta elettorale di Aleksandar Vucic. Per il tennista nato a Belgrado la Lista degli Studenti è stata capace di creare un "senso di orgoglio" in tutto il mondo oltre che nel Paese.
Vucic, alla guida della Serbia per 14 anni, ha ammesso la sconfitta domenica sera 25 ottobre. La tornata elettorale ha messo in contrapposizione il suo partito di destra a un variegato movimento di opposizione guidato dagli studenti, che ha trascorso due anni a protestare contro il suo governo.
Durante una conferenza stampa, martedì 27 ottobre, presso lo Swiss Indoors a Basilea, a Djokovic è stato chiesto di commentare la situazione politica del suo paese d'origine. "Ne sono molto felice," ha detto l'ex numero 1 al mondo. "Il mio più profondo rispetto per gli studenti e i giovani che hanno combattuto, hanno dimostrato dignità e incredibile resilienza negli ultimi due anni con una pressione enorme. Ho molta ammirazione per ciò che hanno fatto e per come si sono comportati. Sono riusciti a creare un grande senso di orgoglio in tutto il popolo".
Attualmente Djokovic vive in Grecia proprio per i dissidi avuti in passato con l'ex leader nazionalista. La rottura definitiva si è consumata a fine 2024. In seguito al tragico crollo del tetto della stazione ferroviaria di Novi Sad (che causò 16 vittime), Djokovic decise di sostenere apertamente i manifestanti che denunciavano la corruzione del Paese. Questa presa di posizione scatenò una durissima reazione da parte dei media serbi vicini al governo di Vucic, che arrivarono a etichettare il tennista come un "traditore". A causa di questo clima ostile, tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, Djokovic ha trasferito la propria famiglia ad Atene.
Alla fine della conferenza a Basilea, l'attuale numero 12 del ranking Atp ha chiosato: "La vittoria è assicurata e ora tutti speriamo che il nostro Paese possa prosperare e che godremo del futuro che sta per arrivare".