In diversi Paesi è già ampiamente utilizzata, ora si affaccia anche in Italia una novità che sicuramente non lascerà indifferenti gli automobilisti: la possibilità, sostenendo un costo, di avere la targa personalizzata: chi vorrà potrà scegliere numeri e lettere da apporre sul proprio mezzo. Saranno escluse le combinazioni offensive, ambigue o fuorvianti. La possibilità è stata inserita nella legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. Era già prevista dal Codice della strada, ma non è mai diventata realtà perché non c'erano ancora le norme attuative.
Quanto costerà? -
Il testo del nuovo Codice della Strada per la prima volta, precisa quanto dovrebbero pagare gli automobilisti interessati a personalizzare la targa. Come riporta Aci per la coppia di targhe personalizzate, anteriore e posteriore, la cifra sarebbe di 500 euro, da versare al Poligrafico dello Stato, che si occuperà della produzione e della distribuzione. Più altri 100 euro destinati al ministero dei Trasporti, al quale resta la consegna materiale alla Motorizzazione civile. In totale la cifra si aggirerebbe intorno ai 600 euro.
La combinazione di numeri e lettere -
Il testo del Codice della Strada, riporta l'Aci, stabilisce che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa rilasciare, su richiesta dell’interessato, targhe con “una successione e un impiego di caratteri alfanumerici personalizzati” secondo le modalità e nel rispetto dei requisiti definiti dal regolamento. Rispetto alla formulazione attuale, che subordina la scelta al rispetto della sequenza fissata dalla legge (due lettere, tre numeri, due lettere), il nuovo testo sembra dunque consentire una maggiore libertà nella composizione. Restano comunque vietate le combinazioni offensive, ambigue o potenzialmente fuorvianti, così come qualsiasi duplicato.
I tempi -
Sulle tempistiche per ora, precisa Aci, si sa solo che il decreto legislativo "Nuovo Codice della Strada" (che è ora nella fase dei pareri consultivi obbligatori di Parlamento, Consiglio di Stato e Conferenza unificata, prima del via libera definitivo), entrerà in vigore il 30 aprile 2027, mentre le nuove norme scatteranno il 1° gennaio 2028 (e comunque non prima che siano trascorsi 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento: il tutto potrebbe quindi slittare al 1° aprile 2028). Non è detto, però, che le targhe personalizzate saranno disponibili da subito. Tutto dipenderà, sottolinea Aci, dalle norme di attuazione, che il regolamento di esecuzione potrebbe a sua volta rinviare a un successivo decreto ministeriale.
Gli Usa e il modello pop -
Una novità per il nostro Paese ma non per tanti altri, primo tra tutti gli Stati Uniti. Gli Usa sono infatti la patria delle targhe personalizzate. Costano poco (in media 50-100 dollari annui) e permettono di scegliere liberamente sia il testo alfanumerico sia lo sfondo (dedicato a cause benefiche, università o parchi). Ogni Stato ha una commissione preposta a filtrare e bocciare le richieste con parole offensive, doppi sensi o scurrili.
Regno Unito: mercato da milioni di sterline -
Non si possono inventare stringhe da zero, ma si comprano dall'agenzia governativa (DVLA) combinazioni legali che assomigliano a nomi o sigle. Le combinazioni più rare, corte o storiche (come la celebre "F1") finiscono all'asta e possono valere milioni di sterline. È considerato un vero e proprio mercato d'investimento.
Germania: la formula "ibrida" e low cost -
Il sistema (Wunschkennzeichen) è molto economico, costa meno di 15 euro. Non si può però cambiare l'intera targa: la sigla iniziale della città (es. M per Monaco o B per Berlino) rimane obbligatoria. L'automobilista può scegliere le lettere e i numeri successivi (es. M-IA 123), al netto di stringhe vietate per legge (come quelle inneggianti al nazismo).
Emirati Arabi Uniti: lo status symbol estremo -
A Dubai e Abu Dhabi la targa definisce il prestigio sociale in base alla sua brevità: meno cifre ci sono, più il proprietario è facoltoso. Le rarissime targhe a una sola cifra (come la "1" o la "7") vengono regolarmente battute ad aste di beneficenza per decine di milioni di euro.
Resto d'Europa: il "lusso" belga e austriaco -
In diversi Paesi europei la targa totalmente su misura è consentita, ma è inquadrata come una tassa sul lusso per fare cassa: in Belgio, ad esempio, una combinazione libera fino a 8 caratteri costa poco più di 1.000 euro (pagamento una tantum). Anche qui vige la censura rigorosa su messaggi d'odio, razzisti o volgari.