Continua il viaggio di Tgcom24 per capire le cause dell'emergenza abitativa, le sue ricadute economiche su single, coppie, donne, famiglie; le possibili risposte per gli studenti e il paradossale sogno Ue di rendere tutte le abitazioni green proprio quando un tetto sulla testa è fuori dalla portata di moltissimi.
A Milano trovare una casa a prezzi accessibili è diventata una sfida anche per chi ha un lavoro e un reddito stabile: i canoni elevati del mercato privato mettono sotto pressione i bilanci familiari (arrivando ad assorbire fino al 60% del reddito totale) e costringono molte persone a destinare una quota sempre maggiore delle proprie entrate all'abitazione. Eppure esistono formule alternative all'affitto tradizionale e all'acquisto, capaci di garantire costi più sostenibili e una maggiore stabilità nel tempo.
Una di queste è la cooperazione abitativa a proprietà indivisa, un modello in cui gli immobili restano di proprietà della cooperativa e vengono assegnati ai soci a tempo indeterminato. A Milano, Abitare gestisce circa 3mila appartamenti e offre una risposta concreta a una domanda abitativa sempre più difficile da soddisfare. Il vantaggio economico, tuttavia, si confronta con una disponibilità limitata di alloggi e tempi di attesa che superano mediamente un anno. A raccontare come questa soluzione possa cambiare la vita è Tommaso, che dal 2016 vive con il marito in una casa di ringhiera nel quartiere Affori.
Dall'Isola ad Affori, una casa sostenibile e una nuova comunità per Tommaso -
"La possibilità di trovare una casa a costi sostenibili, senza rinunciare a vivere in una città come Milano e a mantenere una buona qualità della vita, è stata la ragione principale della nostra scelta". Tommaso è entrato nella cooperativa Abitare nel 2016, insieme a quello che allora era il suo compagno e che oggi è suo marito. A fargli conoscere questa opportunità era stato un conoscente che aveva deciso di trasferirsi in uno degli alloggi della cooperativa.
Prima di arrivare nel quartiere Affori, zona Nord di Milano, Tommaso abitava in Isola, quartiere nel quale si era trasferito nel 2005, dopo gli studi universitari a Brescia. Nato a Reggio Calabria, aveva scelto Milano per costruire il proprio futuro. Ma nel corso degli anni il costo delle abitazioni era cresciuto, rendendo sempre più complicato trovare una sistemazione economicamente sostenibile: "All'epoca i costi nell'Isola erano decisamente più contenuti, ma negli anni erano diventati sempre più elevati, tanto da rendere difficile trovare una soluzione abitativa sostenibile".
La ricerca di una nuova casa, però, nasceva anche dal desiderio di vivere in un ambiente diverso. Nel precedente condominio i rapporti tra vicini erano spesso difficili e Tommaso ricorda episodi di intolleranza nei confronti delle famiglie straniere. "Ricordo che una vicina era infastidita dai bambini che giocavano in cortile, solo perché non erano italiani, e li insultava dalla finestra". Un contesto nel quale, racconta, mancava il senso di appartenenza a una comunità.
La svolta arriva con l'ingresso in Abitare. Dopo aver partecipato agli incontri informativi e completato le procedure di iscrizione, Tommaso e il compagno individuano un alloggio adatto alle loro esigenze. Durante la prima assemblea di assegnazione alla quale partecipano, nessun altro socio richiede quella casa. Riescono così a ottenerla senza dover affrontare una lunga attesa. Oggi vivono ad Affori, in uno degli edifici storici della cooperativa. "La tipica casa di ringhiera milanese dove la convivenza è armoniosa e la ringhiera avvicina tutte le persone", racconta a Tgcom24.
L'ingresso ha richiesto un investimento iniziale per il deposito cauzionale, ma il vantaggio si è rivelato duraturo. Tommaso preferisce non indicare la cifra che versa ogni mese ma sottolinea che il costo dell'abitazione rimane compatibile con il bilancio familiare, anche rispetto a quando le condizioni lavorative della coppia erano meno favorevoli: "Il vero vantaggio è che la casa non rappresenta un peso tale da condizionare ogni altra scelta della nostra vita. È una spesa che ci consente di vivere dignitosamente, senza dover rinunciare a tutto il resto. Quello che a Milano inizia a scarseggiare".
Per Tommaso, il beneficio va oltre il risparmio. La cooperativa gli ha permesso di trovare relazioni di vicinato più aperte e partecipare alla vita del caseggiato. "Sono passato da una realtà in cui i rapporti tra vicini erano spesso tesi e mancava uno spirito di collaborazione a un contesto in cui le persone possono confrontarsi, discutere, collaborare e, perché no, diventare amiche". La convivenza richiede comunque disponibilità e capacità di mediazione: "Naturalmente non è il paradiso: le persone che la abitano sono le stesse che si incontrano nel resto del mondo, con le loro differenze, i loro limiti e le loro contraddizioni. Non sempre si è d'accordo e la convivenza richiede impegno". Ma il bilancio personale resta positivo. "Per me essere socio non significa soltanto beneficiare di una soluzione abitativa sostenibile, ma anche riconoscere il valore di questa esperienza collettiva e fare la propria parte affinché possa continuare nel tempo".
Come funziona la cooperativa a proprietà indivisa -
Quella di Tommaso è una delle esperienze che raccontano il modello di Abitare, cooperativa milanese a proprietà indivisa che gestisce circa 3mila appartamenti distribuiti in 22 complessi immobiliari e 72 edifici. La caratteristica principale è che gli alloggi rimangono di proprietà della cooperativa e vengono assegnati ai soci attraverso un contratto di godimento a tempo indeterminato.
"È una formula abitativa diversa sia dall'affitto tradizionale sia dall'acquisto di una casa. Rispetto a un normale contratto di locazione, infatti, il socio non è un semplice inquilino, ma è parte integrante della Cooperativa: partecipa alla sua vita democratica, può contribuire alle scelte collettive e beneficia dei servizi e delle opportunità che la Cooperativa mette a disposizione della propria comunità", spiega il presidente Silvio Ostoni.
Il modello permette di evitare l'accensione di un mutuo e di contenere il costo dell'abitazione. Secondo i dati forniti da Abitare, i canoni di godimento si collocano indicativamente tra 65 e 85 euro al metro quadrato calpestabile all'anno, con differenze legate alla zona, alla metratura e alle caratteristiche dell'immobile. Per un bilocale di 60 metri quadrati, significa un canone indicativo compreso inferiore ai 500 euro al mese, al quale vanno aggiunte le spese di gestione dello stabile ed eventuali quote per interventi straordinari.
La cooperativa sottolinea che il costo complessivo risulta generalmente inferiore a quello di un'abitazione simile sul libero mercato milanese e, in molti casi, anche ai valori della locazione a canone concordato. Il risparmio effettivo dipende però dalle caratteristiche dell'alloggio.
A rendere possibile questa differenza è soprattutto l'assenza di finalità speculative. "La Cooperativa non opera con l'obiettivo di generare profitto dalla valorizzazione o dalla vendita degli immobili, ma per garantire nel tempo ai propri Soci un servizio abitativo stabile, accessibile e di qualità", precisa Ostoni. Le risorse versate dagli abitanti vengono reinvestite nella gestione e nella conservazione del patrimonio immobiliare.
Chi può accedere e quanto costa diventare socio? Per partecipare alle assegnazioni è necessario aderire alla cooperativa e rispettare i requisiti previsti dai regolamenti. Tra questi figurano l'assenza di proprietà immobiliari nel Comune in cui si richiede la casa, l'assenza di procedure di sfratto per morosità e la capacità economica di sostenere i costi dell'alloggio.
L'ammissione prevede un versamento iniziale di 250 euro, composto da 200 euro di quota azionaria, restituibile in caso di recesso secondo i regolamenti, e 50 euro di spese amministrative non rimborsabili. Per iscriversi alla lista degli alloggi occorrono altri 1.300 euro, che vengono considerati parte del deposito cauzionale in caso di assegnazione oppure restituiti se si decide di uscire dalla lista. Al momento dell'assegnazione è inoltre richiesto il completamento del deposito cauzionale, parametrato a più mensilità di canone e restituibile alla conclusione del rapporto, salvo eventuali somme dovute.
L'accesso, però, è condizionato dalla disponibilità. I circa 3mila appartamenti sono sostanzialmente tutti occupati. Ogni anno se ne liberano mediamente 150, che vengono riassegnati dopo gli interventi necessari. "A fronte di una domanda particolarmente elevata, i tempi di attesa per ottenere un'assegnazione sono mediamente superiori a un anno", chiarisce la cooperativa. Per gestire le richieste, Abitare ha introdotto un sistema di accesso attraverso un click day a numero chiuso, seguito da incontri informativi dedicati agli aspiranti soci.
La stabilità è un altro elemento centrale del modello. L'assegnazione a tempo indeterminato evita le scadenze periodiche tipiche dei contratti di locazione. Anche gli aumenti seguono un criterio di contenimento: gli adeguamenti tengono conto del 65% della variazione dell'indice Istat. Quando una famiglia incontra difficoltà economiche, la cooperativa valuta inoltre percorsi di accompagnamento e possibili piani di rientro, con l'obiettivo di favorire, quando possibile, la permanenza nell'abitazione.
La domanda arriva sempre più spesso dalla cosiddetta fascia grigia, composta da persone con redditi troppo elevati per accedere alle case popolari, ma insufficienti per sostenere agevolmente i prezzi del mercato milanese. Per rispondere anche a nuove esigenze, Abitare ha sviluppato il progetto Terza Casa, dedicato alla convivenza tra giovani e anziani. Grazie anche a un finanziamento regionale, sono stati recuperati spazi commerciali inutilizzati nei complessi di via Zanoli, ad Affori, e di via Hermada-Ornato, a Niguarda. L'intervento ha consentito di realizzare 24 nuovi alloggi arredati, tra monolocali e bilocali, con soluzioni tecnologiche pensate per favorire l'autonomia degli abitanti. Il progetto prevede anche spazi condivisi e servizi di supporto, con l'obiettivo di creare occasioni di collaborazione tra generazioni.
Il problema resta ampliare l'offerta. Il costo delle nuove costruzioni e delle riqualificazioni, insieme alla difficoltà di reperire immobili a prezzi sostenibili, limita la possibilità di replicare il modello su scala maggiore. Per Ostoni è necessario rafforzare la collaborazione con le amministrazioni pubbliche, mettendo a disposizione aree e immobili da recuperare, semplificando le procedure autorizzative e sostenendo gli investimenti nell'edilizia cooperativa.
L'esperienza di Abitare dimostra che una risposta al caro casa può arrivare anche da formule diverse dal mercato tradizionale. Il modello, però, deve confrontarsi con la scarsità degli alloggi disponibili e con una domanda in crescita. Per Tommaso, intanto, la differenza è concreta: poter continuare a vivere a Milano senza che il costo della casa condizioni ogni scelta familiare. E avere trovato, oltre a un'abitazione, una comunità di cui sentirsi parte.