CONDANNATA A PAGARE SPESE PROCESSUALI

Milano, prof di inglese faceva lezione solo in italiano e mostrava video di Lady Gaga senza spiegazione: licenziata

© Istockphoto

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Utilizzava materiale didattico non idoneo ai propri alunni e dialogava con loro sempre in italiano. Per questo motivo una professoressa di inglese di una scuola di Milano è stata licenziata e condannata a pagare quasi 4mila euro di spese processuali. La vicenda si trascinava da anni e, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, è culminata con il video mostrati agli studenti delle medie del video Till It Happens to You di Lady Gaga. Si tratta di immagini forti su tematiche "difficili" quali gli abusi sessuali: sequenze che meriterebbero un'adeguata spiegazione per un pubblico così giovane. Invece così non è stato: l'insegnante, infatti, secondo quanto emerso si sarebbe anche rifiutata di rispondere alle domande degli studenti. È stato proprio quest'ultimo episodio a indurre la dirigente scolastica a richiedere un'ispezione ministeriale e poi a licenziarla. 

L'ispezione e la destituzione della prof -

 Nell'ultimo decennio la professoressa aveva sempre prestato servizio all'interno della scuola di Milano ma, ciononostante, alcuni suoi comportamenti avevano già attirato l'attenzione della dirigente scolastica. Dopo l'allontanamento della docente il caso è finito sul tavolo dei giudici del tribunale civile di Milano. I togati hanno dato ragione alla scuola e condannato l'insegnante a pagare quasi 4mila euro di spese legali. I giudici hanno ricostruito l'avvio dell'indagine ispettiva, a seguito della richiesta della dirigente scolastica, fondata su lamentele di colleghi e genitori, relative alla capacità relazionale e didattica della docente, ai richiami e alle note disciplinari e all’utilizzo di materiale video ritenuto non adeguato ai suoi alunni. 

Il video di Lady Gaga "inopportuno e non spiegato" -

 Tra il materiale video ritenuto non adeguato agli alunni c'è, appunto, quello della pop star Lady Gaga. Nella loro relazione finale alla dirigente gli ispettori hanno affermato che "si tratta sicuramente di un video non opportuno e comunque i ragazzi dovevano essere preparati prima sul tema della violenza sessuale. Il problema era anche che i ragazzi chiedevano chiarimenti, ma la docente non li forniva mai. Inoltre, i criteri di valutazione venivano spiegati dopo dalla docente, e non prima, e non utilizzava le griglie di valutazione". 

Le gravi mancanze didattiche -

 Nel resoconto del processo a carico della professoressa è emerso che "l'istruttoria ha confermato gravi mancanze didattiche" e "le carenze metodologiche, didattiche e relazionali" già rilevate dagli ispettori del ministero intervenuti su richiesta della dirigente scolastica. Coloro che sono stati chiamati a testimoniare hanno descritto "una metodologia didattica caratterizzata dal limitato utilizzo della lingua inglese durante le lezioni, dall’assenza di effettiva interazione con gli alunni, dalla scarsa capacità di coinvolgimento della classe, dall’inadeguata gestione degli studenti con bisogni educativi speciali e dall’utilizzo di criteri valutativi non adeguatamente strutturati". 

Dopo il verdetto di primo grado, l'insegnante potrà presentare ricorso in Appello.  

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