La puntura d'insetto, i dolori, le visite al pronto soccorso e le rapide dimissioni. Poi, dopo otto giorni di agonia, la morte. Tragico epilogo per una donna di 38 anni residente a Ostia, deceduta a seguito di quella che potrebbe essere stato il morso di un ragno violino non diagnosticato dal personale sanitario a cui lei si era rivolta in più di un'occasione negli ultimi giorni. Un caso sul quale adesso anche la procura di Roma vorrebbe vederci più chiaro dopo la denuncia dei familiari.
I primi sintomi a settembre -
Il caso risalirebbe allo scorso settembre. La donna, madre di famiglia, si sarebbe recata all'ospedale Grassi di Ostia dopo la puntura di un insetto a una gamba, che si sarebbe gonfiata a tal punto da provocarle molto dolore. Stando al racconto dei familiari, la visita si sarebbe conclusa con una semplice terapia antibiotica, che però non avrebbe funzionato. Da qui la richiesta di un secondo parere, questa volta al Celio di Roma, con un chirurgo che le avrebbe eseguito una serie di medicazioni, ma senza effettuare ulteriori analisi. Le condizioni della donna, tuttavia, avrebbero continuato a peggiore. Tanto da richiedere una nuova visita in ospedale.
Tre visite in pochi giorni -
Il 18 ottobre scorso, la 38enne si sarebbe presentata nuovamente al Grassi, ma questa volta addirittura in stampelle per via del dolore alla gamba che non le permetteva nemmeno di camminare. Oltre all'infiammazione, la donna avrebbe lamentato anche dolori alle articolazioni, alla schiena e un intenso bruciore alla pancia. Ma anche questa volta sarebbe stata dimessa con una diagnosi di dolore lombare e con una risonanza magnetica da effettuare. Anche stavolta nessun miglioramento, anzi. Il quadro clinico si sarebbe compromesso ancor di più: tre giorni dopo, sempre secondo il racconto dei familiari, la donna non sarebbe stata nemmeno più in grado di parlare, con un dolore ormai divenuto insopportabile.
Condizioni disperate -
All'alba del 21 ottobre, viste le condizioni drammatiche, la cugina avrebbe chiamato un'ambulanza a casa. Arrivata nuovamente al Grassi, a quel punto alla donna sarebbe stata riscontrata una grave infezione del sangue: intubata e trasferita d’urgenza allo Spallanzani, la direttrice del reparto di malattie infettive avrebbe comunicato ai suoi cari una situazione ormai disperata. La 38enne sarebbe stata successivamente trasferita nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo con un polmone compromesso e in stato di necrosi, oltre a una serie di disfunzioni che avrebbero colpito cuore, fegato e reni. Il decesso, secondo le ultime ricostruzioni sarebbe infine avvenuto il 25 ottobre, a oltre un mese di distanza dal manifestarsi dei primi sintomi e dopo un'agonia durata settimane.
Aperta un'indagine -
Sarà ora la Procura a indagare sull'accaduto dopo la denuncia della famiglia, che chiede di conoscere la verità. La pm ha affidato l'incarico di eseguire l'autopsia e accertare le cause della morte. Da una prima ipotesi, stando ai sintomi e all'evolvere del quadro clinico, la donna potrebbe essere stata morsa da un ragno violino: una puntura che, non adeguatamente curata, avrebbe scatenato una reazione allergica poi rivelatasi fatale. Il condizionale resta d'obbligo: a fare luce sul caso saranno medici legali e magistrati.