Un neuroscienziato, i pionieri delle staminali e quelli dell’immunoterapia, un immunologo lombardo, due genetisti britannici. Dal 2017 il Premio internazionale “Lombardia è Ricerca” di Regione Lombardia ha premiato alcune delle ricerche più rilevanti nelle Scienze della Vita. Il valore del riconoscimento da 1 milione di euro si misura però anche dopo la cerimonia. Il 70% dell’assegno, infatti, finanzia progetti che i vincitori portano avanti con ospedali, atenei ed enti di ricerca lombardi.
Rizzolatti e i neuroni specchio: il primo Premio arriva al Niguarda -
La prima scoperta premiata, nel 2017, è stata quella dei neuroni specchio, un passaggio chiave per capire l’empatia umana. L’autore è il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti. Con i fondi del Premio ha sostenuto l’acquisto di un’apparecchiatura per l’Ospedale Niguarda di Milano. Serve al monitoraggio fisiologico durante gli interventi: stimola il tessuto cerebrale, ne registra la risposta e consente di mappare le funzioni del cervello.
Staminali, longevità e fotosintesi -
L’anno successivo il Premio è andato a Michele De Luca e Graziella Pellegrini, pionieri delle cellule staminali nella medicina rigenerativa, insieme al chirurgo Tobias Hirsch. Il riconoscimento premiava la terapia genica ex vivo per la Sindrome dei Bambini Farfalla, una rara malattia genetica della pelle. Il gruppo ha ricostruito in laboratorio l’80% della pelle di un bambino, che ha potuto tornare a muoversi senza rischiare infezioni gravissime.
Nel 2019, edizione dedicata all’Healthy Ageing, è stato premiato il biologo molecolare Guido Kroemer. I suoi studi riguardano le sostanze che imitano gli effetti della restrizione calorica sull’autofagia cellulare, per contrastare l’invecchiamento cardiovascolare e rafforzare l’immunità contro i tumori.
Nel 2021 il Premio è andato a tre ricercatori, Pierre Joliot, Marcella Bonchio e Markus Antonietti, per gli studi sulla fotosintesi. Il loro lavoro riguarda i processi che la imitano per produrre cibo ed energia in modo più sostenibile. Ne è nato il progetto Enhancing Photosynthesis, con cinque strutture lombarde: Università Statale, Milano-Bicocca, Università di Pavia, Politecnico e CNR di Milano.
Rosalind Picard e l’intelligenza artificiale: gli studi al Buzzi e al Niguarda -
Nel 2022 ha vinto Rosalind Picard, fondatrice e direttrice dell’Affective Computing Research Group del MIT Media Lab. Il Premio riconosceva l’uso dell’intelligenza artificiale per leggere lo stato emotivo e fisico delle persone attraverso i dati raccolti da smartwatch e bracciali. In Lombardia ha avviato due ricerche. All’Ospedale Buzzi con uno studio sulle variazioni cerebrali nei bambini, al Niguarda conduce con uno studio clinico sull’epilessia.
Immunoterapia e tumori: le ricerche con il San Gerardo e Humanitas -
Nel 2023 il Premio è andato agli statunitensi Steven Rosenberg e Carl June, pionieri dell’immunoterapia. June, che ha lavorato sulle cellule riprogrammate geneticamente come le CAR-T, collabora oggi con l’Ospedale San Gerardo di Monza su un nuovo tipo di queste cellule.
Nel 2024 il riconoscimento è tornato in Lombardia con l’immunologo Alberto Mantovani, presidente di Fondazione Humanitas Research. Mantovani è stato premiato per i suoi studi sul ruolo del microambiente tumorale. Il progetto finanziato punta a sviluppare anticorpi monoclonali per diagnosticare e, in prospettiva, curare i tumori.
Caulfield ed Easton: la genomica con Human Technopole, IEO e Istituto dei Tumori -
L’edizione 2025, dedicata alla diagnosi precoce e alla medicina preventiva, ha premiato i britannici Mark Caulfield e Douglas F. Easton. Il loro lavoro ha permesso di identificare i geni associati a una maggiore predisposizione a tumori e malattie cardiovascolari. Caulfield collabora con Humanitas University e Human Technopole su un progetto di medicina di precisione per l’artrite reumatoide. Easton lavora con l’Istituto Europeo di Oncologia e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. L’obiettivo è individuare le donne più a rischio di tumore al seno e all’ovaio e offrire loro screening personalizzati.