LOMBARDIA È RICERCA

Premio “Lombardia è Ricerca”: come funziona il “Nobel lombardo”

Un milione di euro, di cui il 70% destinato a progetti di ricerca con ospedali, atenei e centri lombardi: la formula del riconoscimento di Regione Lombardia

Un milione di euro, di cui 700 mila vincolati a un progetto di ricerca da realizzare in Lombardia. È la formula del Premio internazionale “Lombardia è Ricerca”, il riconoscimento che Regione Lombardia assegna dal 2017 al contributo scientifico più significativo nelle Scienze della Vita. Per il suo valore si è guadagnato il soprannome di “Nobel lombardo”. L’edizione 2026 è dedicata alla medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data. La consegna è in programma il 10 novembre al Teatro alla Scala di Milano.

Come funziona il Premio “Lombardia è Ricerca” -

 Il 30% dell’assegno va allo scienziato, o agli scienziati, che si aggiudicano il Premio. Il restante 70%, pari a 700 mila euro, finanzia un progetto di ricerca traslazionale, cioè pensato per avere ricadute concrete nella pratica clinica. Il vincitore lo presenta già al momento della candidatura e si impegna ad attivarlo con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati della Lombardia.

Il Premio, quindi, non si esaurisce nella cerimonia. Ogni edizione apre una collaborazione tra un ricercatore di livello internazionale e l’ecosistema della ricerca lombardo, con un’occasione di formazione e crescita per chi ci lavora.

“Vogliamo continuare a garantire che il 70% del milione di euro che Regione Lombardia dedica a questa importante iniziativa sia finalizzato ad assicurare nuove opportunità di crescita ai giovani ricercatori lombardi e alla costruzione di partnership tra le eccellenze della ricerca che si trovano sul nostro territorio e i migliori centri di conoscenza internazionali”, spiega Alessandro Fermi, assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione.

Chi può vincere e quali ricerche vengono premiate -

 Il Premio è aperto a scienziati di qualsiasi nazionalità. Il tema cambia ogni anno, sempre nell’ambito delle Scienze della Vita in senso ampio. Si va dalle nuove frontiere della medicina alle scoperte in chimica, biologia e fisica, comprese le ricadute sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

L’obiettivo, nelle parole dell’assessore Fermi, è “riconoscere l’impegno e il talento di persone che si sono particolarmente distinte nel dare il proprio contributo allo sviluppo della conoscenza scientifica e tecnologica, in ambiti che possono contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

La Giornata della Ricerca alla Scala in memoria di Umberto Veronesi -

 Il Premio viene consegnato ogni anno a novembre durante la Giornata della Ricerca. La Giornata è stata istituita da Regione Lombardia in memoria dell’oncologo e ricercatore Umberto Veronesi ed è promossa insieme a Fondazione Umberto Veronesi ETS. L’evento è aperto al pubblico e alle scuole superiori lombarde. L’obiettivo è raccontare a una platea ampia il valore della ricerca e dell’innovazione per lo sviluppo del territorio.

Sul palco, accanto ai ricercatori, salgono anche gli studenti. Nella stessa mattinata vengono consegnati gli assegni del Premio “Lombardia è Ricerca” per le scuole. Va ai migliori progetti innovativi e con impatto sociale realizzati in classe da gruppi di studenti delle superiori e dei percorsi di formazione professionale.

Dalla legge regionale del 2016 alla prima edizione -

 Il Premio e la Giornata della Ricerca nascono con la legge regionale n. 29 del 23 novembre 2016, “Lombardia è Ricerca e Innovazione”. È la stessa legge che ha introdotto il Programma Strategico Triennale e il Foro Regionale per la Ricerca e l’Innovazione. La prima edizione del Premio si è tenuta nel 2017. Il 10 novembre la Scala ospiterà la nona edizione della Giornata della Ricerca.