IL RAPPORTO ISTAT

Competenze digitali, l'Italia cresce ma resta sotto il target Ue | I giovani fanno da traino, ma c'è bisogno di una guida

Aumentano le competenze di base, ora possedute da oltre la metà delle persone (54,3%). Ma l'obiettivo europeo dell'80% entro il 2030 rimane distante. A evitare lo stallo digitale sono i ragazzi tra i 20 e i 24 anni

© Istockphoto

© Istockphoto

La popolazione italiana, nel suo complesso, sta finalmente iniziando a prendere confidenza con la dimensione digitale. Secondo le ultime rilevazioni Istat (2025), infatti, la quota di cittadini tra i 16 e i 74 anni con competenze almeno di base in questo ambito è al 54,3%. Si tratta di un balzo in avanti di 8,4 punti percentuali rispetto alle precedenti analisi, un ritmo di crescita quasi doppio rispetto a quello medio dell'Unione europea (+4,8 punti).

La velocità rischia però di non bastare per restare al passo con i partner continentali: il livello italiano resta inferiore di 6,1 punti rispetto alla media UE27 ed è ancora molto lontano dal target dell'80% fissato dal programma strategico europeo per il 2030. Ma l'avvenire sembra comunque in buone mani, visto che a salvare l'Italia da una situazione di potenziale stallo e a trainare il Paese lontano dalle sabbie mobili del ritardo tecnologico in questi anni ci hanno pensato soprattutto le nuove generazioni.

Le nuove generazioni guidano il cambiamento - Ad esempio, nella fascia d'età tra i 20 e i 24 anni, il 71,7% degli utenti di Internet possiede competenze digitali almeno di base, un valore che stacca di oltre 17 punti la media nazionale e che trova sostanziale conferma tra i 25-34enni (69,1%) e tra i 16-19enni (64,8%, in aumento di nove punti dal 2023).

Al tempo stesso, però, i dati dell'Istat dimostrano che la sola "agilità" - per giovani e non - non è sufficiente a garantire un salto di qualità strutturale. Come fa notare un’analisi del report Istat "Cittadini e ICT" effettuata da Skuola.net, se infatti da un lato l'uso quotidiano dei dispositivi e l'accesso ai nuovi strumenti come l'Intelligenza Artificiale lasciano bene sperare, dall'altro emerge una chiara esigenza di ulteriore affiancamento educativo e culturale.

Perché senza una guida capace di trasformare la velocità di fruizione in competenza costruttiva, il tutto rischia di rimanere confinato all'intrattenimento, lasciando scoperte le abilità tecniche più complesse, come la gestione dei dati e la programmazione.

Il sorpasso delle ragazze - Entrando più nel cuore della ricerca, uno degli elementi più interessanti messi in luce dall’indagine riguarda il completo ribaltamento, sempre tra le nuove generazioni, del divario di genere quando si parla di competenze informatiche. Visto che, se nella popolazione adulta il gender gap vede ancora gli uomini in vantaggio di 4 punti percentuali, sotto i 35 anni si assiste a un netto sorpasso al femminile.

Tra i 16 e i 19 anni possiede competenze di base il 66,8% delle ragazze rispetto al 62,8% dei maschi. Il distacco, inoltre, si conferma al crescere dell'età: nella fascia 20-24 anni le giovani donne toccano il 74,2% contro il 69,5% dei coetanei (+4,7 punti), e il distacco si mantiene positivo anche tra i 25-34enni (70,1% contro 68,1%).

Tra i teenager è boom dell'Intelligenza artificiale - Si segnala, poi, l'attitudine (ancora più netta rispetto agli altri) delle nuove generazioni a fare da apripista all'Intelligenza Artificiale generativa. Mentre l'Italia, nel complesso, si colloca al penultimo posto in Europa per adozione complessiva dell'IA tra i 16 e i 74 anni (con una quota del 19,9% contro il 32,7% della media UE), i ragazzi mostrano tassi di utilizzo superiori fino a due volte e mezza.

Fa ricorso abituale ad algoritmi e prompt di IA il 51,2% dei giovani tra i 14 e i 19 anni e il 43,1% dei 20-24enni. Anche in questo ambito, poi, si registra un primato femminile (precoce): tra i 14 e i 19 anni utilizza strumenti di IA generativa il 53,3% delle ragazze a fronte del 49,1% dei coetanei maschi.

Internet per tutti (o quasi) - La maggiore familiarità dei giovani con la tecnologia si misura anche nell'intensità di utilizzo dei canali digitali. L'accesso alla Rete ha raggiunto valori prossimi al 100% per tutti gli under 44, attestandosi al 98,3% tra i 15 e i 24 anni.

I ragazzi tra gli 11 e i 24 anni rappresentano la quota di popolazione più orientata al "multi-device": il 30% di loro utilizza contemporaneamente smartphone, PC, tablet e Smart TV o console, rispetto a una media nazionale del 17,7%. Contemporaneamente, nella fascia 20-24 anni la propensione al commercio elettronico raggiunge il picco del 75,6% (contro il 49% della media nazionale).

La sfida della competenza costruttiva: perché serve una guida - Ma, come detto, è proprio analizzando la tipologia delle competenze possedute che si palesa il bisogno di essere accompagnati verso un uso più consapevole e professionale delle tecnologie. Prendendo la popolazione italiana nel suo complesso, nel valutare i cinque domini definiti dal sistema europeo DigComp 2.0, l'Istat evidenzia che i risultati più elevati si concentrano nella "Comunicazione e collaborazione" (84,3% di competenze alte) e nell'"Alfabetizzazione su informazioni e dati" (65,5%).

Al contrario, il dominio della "Creazione di contenuti digitali" - che comprende attività a più alto valore aggiunto, specie in ottica lavorativa, come la codifica informatica, la programmazione e l'elaborazione strutturata dei dati - vede ben il 27,7% della popolazione privo di qualsiasi competenza. La sfida cruciale per i prossimi anni, dunque, consisterà nell'incanalare questi progressi, fornendo a quante più persone possibile gli strumenti critici e le nozioni tecniche necessarie per passare da semplici e veloci consumatori di contenuti a "cittadini digitali".

Ti potrebbe interessare