Nel 2014 il divario era del 34,5%

Salari, gli under 35 guadagnano il 30% in meno dei lavoratori over 50

Negli ultimi dieci anni la fascia più giovane ha subito una perdita reale del potere d’acquisto dello 0,9% a causa dell’inflazione

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I lavoratori under 35 guadagnano il 29,7% in meno dei colleghi over 50. Il dato, elaborato dal Sole 24 Ore sull'analisi dell'Osservatorio dipendenti del settore privato dell'Inps, mostra un gap retributivo importante tra le diverse generazioni, che aumenta fino al 42,4% nelle attività finanziarie e assicurative e tocca il 42,5% per i settori di informazione e comunicazione. Ad alimentare questo divario contribuiscono diversi fattori, tra cui crescita professionale, scatti di anzianità o premi di produttività, che portano gli stipendi ad aumentare con l'avanzare dell'età. 

Quanto guadagnano i giovani (non precari) -

 Se, quindi, i colleghi con una maggiore anzianità di servizio riescono ancora ad avere dei salari competitivi - per gli standard italiani -, i giovani sono messi sempre più a rischio dall'inflazione. E questo nonostante sia stato escluso dallo studio il lavoro precario, visto che la rilevazione considera solo i dipendenti attivi tutto l'anno e con contratto full time. L'imponibile previdenziale di questa categoria si attesta, in media, sui 29.569 euro: circa 20mila euro annui in busta paga. 

Va meglio per chi ha più anzianità  Gli over 50, invece, guadagnano in media 42.145 euro lordi all'anno, che si traducono in 28.443 netti. 

Divario più o meno stabile da 10 anni -

 Nel 2014, il divario era del 34,5% (il 4,8% in più rispetto a oggi). Considerando, però, la crescita dell’inflazione, la retribuzione reale media rimane invariata. Questa, infatti, è cresciuta del 17% in termini nominali, mentre in termini reali - rivalutazione degli importi 2014 ai prezzi di oggi - la variazione è negativa, pari a -0,9%. Nelle attività manifatturiere, il gap si attesta al 28,9%, più o meno come nel settore del commercio. Questo divario scende, poi, nel campo dei trasporti (18,5%), nei servizi di alloggio e ristorazione (19,2%), fino a toccare il minimo nei comparti sanità e assistenza sociale (13,7%), in cui le retribuzioni sono le più basse per tutti.

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