Una nuova domenica di proteste contro il governo del primo ministro Edi Rama si è conclusa a Tirana con scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, attacchi a edifici istituzionali e attività commerciali e diversi feriti. La tredicesima giornata consecutiva di mobilitazione, caratterizzata da una partecipazione inferiore rispetto a quella di sabato, è iniziata intorno alle 14 davanti al ministero dell'Istruzione, dove alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro l'edificio, scandendo slogan contro l'esecutivo.
La cronaca del 13esimo giorno di protesta in Albania -
Il corteo si è successivamente diretto verso la sede della presidenza del Consiglio, lungo il viale Deshmoret e Kombit, dove i partecipanti hanno distrutto e incendiato le sedie collocate dal governo come simbolico invito al dialogo con gli studenti. Nel corso del pomeriggio la situazione è progressivamente degenerata, con gruppi di manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto, che hanno lanciato pietre, petardi e bottiglie Molotov contro gli agenti e gli edifici della presidenza del Consiglio e del Parlamento. Sono stati segnalati danneggiamenti anche a una banca e a diverse attività commerciali nella zona delle Torri Gemelle, mentre alcuni manifestanti hanno divelto le pietre della pavimentazione stradale per utilizzarle contro le forze dell'ordine.
La polizia è intervenuta ripetutamente con gas lacrimogeni, idranti e spray al peperoncino, disperdendo i gruppi più violenti e accompagnando diverse persone negli uffici di polizia. Gli scontri sono proseguiti nelle ore serali, quando parte dei manifestanti si è spostata verso piazza Skanderbeg, dove sono stati incendiati alcuni oggetti e un albero. Secondo le cronache locali, alcuni partecipanti hanno inoltre collocato chiodi sulla carreggiata per danneggiare gli pneumatici dei veicoli.
Altri episodi di tensione si sono verificati davanti alla presidenza del Consiglio, dove i manifestanti sono tornati dopo essere stati allontanati dalla polizia. Secondo il bilancio provvisorio del ministero della Salute, aggiornato alle 19 di domenica, quattro persone hanno ricevuto assistenza ospedaliera, tra cui due manifestanti e due agenti. Uno dei manifestanti risultava ancora ricoverato, mentre un poliziotto era sottoposto ad accertamenti.
La giornata è stata segnata anche da tensioni tra le forze dell'ordine e gli operatori dell'informazione. L'Associazione dei giornalisti albanesi (Agsh) ha denunciato che gli agenti hanno impedito ai cronisti di documentare gli interventi della polizia, allontanandoli di circa 200 metri dalla zona degli scontri attraverso un cordone di sicurezza. Alcuni giornalisti hanno riferito di essere stati spinti durante le riprese, mentre altri sarebbero stati raggiunti da spray al peperoncino. La protesta si è progressivamente conclusa in serata, mentre non risulta ancora disponibile un bilancio definitivo dei fermati e dei feriti relativo alla giornata di domenica.