Sabato pomeriggio una parte dell'Ulivo scenderà nuovamente in piazza per la pace insieme ai movimenti, ma non è ancora certa la presenza di Rutelli, mentre resta confermata quella di Fassino. Gli ultimi sviluppi della guerra e l'offensiva della maggioranza fanno riemergere, per l'ennesima volta, sensibilità diverse sul tema del conflitto, anche se si tratta della sua fine. E Berlusconi attacca: "La guerra è finita, ma la sinistra non è contenta".
Ulivo, quindi, ancora diviso sulla politica estera. Seppur non a livello formale, in sedi istituzionali, la spaccatura appare in tutta la sua evidenza e le divergenze sulla manifestazione ne sono la prova. Lo stesso Francesco Rutelli mette le mani avanti e invita gli organizzatori a tenere conto delle mutate condizioni. Il leader della Margherita e coordinatore dellUlivo pur ribadendo il massimo rispetto per i movimenti avverte che ora ci si trova "di fronte a un cambiamento radicale della situazione". E a rispondergli, seppur indirettamente è il segretario dei Ds: "Servono -afferma Fassino- obiettivi piu' avanzati. Quale governo democratico dare alla globalizzazione; come affermare diritti e democrazia ovunque senza passare per le armi; come incardinare il multipolarismo sulle istituzioni sovranazionali. Ed e' con questo spirito che parteciperemo sabato alla manifestazione". E sul fronte della maggioranza, alle parole del premier, che attacca la sinistra, si oppongono quelle del segretario dell'Udc Marco Follini, che lancia un appello proprio all'opposizione: "Chiedo al centrosinistra di non continuare a cavalcare la piazza e agli alleati di maggioranza di amministrare con parsimonia la vittoria".