Questa salutiamo l'ora legale e torniamo all'ora solare. Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere spostati alle 2 regalando sulla carta un'ora di sonno in più. Ma l'effetto più evidente sarà quello sulla percezione della giornata. La quantità complessiva di luce naturale non cambia, ma sarà distribuita diversamente: il sole sorgerà e tramonterà circa un’ora prima rispetto a oggi. Per molti significa iniziare la giornata con più luce, ma anche ritrovarsi a uscire dall’ufficio o da scuola quando è già buio. Un cambiamento che, sommato all’accorciarsi naturale delle giornate autunnali, può incidere sull’umore e sulla sensazione di energia. Gli esperti parlano infatti di una sorta di mini jet lag: non si cambia fuso orario, ma il nostro organismo deve comunque adattare i propri ritmi biologici al nuovo orario. Una buona notizia, però, c’è: rispetto al passaggio primaverile all'ora legale, il ritorno all'ora solare è generalmente percepito come meno faticoso. E dopo pochi giorni con qualche accorgimento, il nostro "orologio interno" sarà già tornato in perfetta sintonia con il nuovo orario.
Come ridurre gli effetti del cambio d'ora - Per affrontare al meglio il passaggio all’ora solare, gli specialisti consigliano alcune semplici strategie: esporsi alla luce naturale nelle prime ore del mattino; mantenere orari regolari per andare a letto e svegliarsi; evitare caffè, bevande energetiche e alcol nelle ore serali; limitare l’uso di smartphone e schermi luminosi prima di dormire; praticare una moderata attività fisica durante il giorno, evitando allenamenti intensi a tarda sera. Anche l’alimentazione può aiutare: una cena leggera favorisce un sonno più regolare e una migliore capacità di adattamento. Tutte precauzioni temporali che dovrebbero aiutare ad adattarsi prima allo switch.
© Withub
© Withub
Una tradizione nata in tempo di guerra - L’ora legale in Italia ha più di un secolo di storia. Fu introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per ridurre i consumi energetici sfruttando meglio la luce naturale. Dopo essere stata adottata tra il 1916 e il 1920 e successivamente durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1948, venne reintrodotta in modo stabile nel 1966. L’idea viene spesso associata a Benjamin Franklin, che nel XVIII secolo suggerì di sfruttare meglio la luce naturale, ma la prima vera proposta di modificare ufficialmente l’orario è attribuita al neozelandese George Vernon Hudson alla fine dell’Ottocento.
Oggi il sistema segue regole comuni a livello europeo. La Direttiva 2000/84/CE stabilisce infatti che il passaggio all’ora legale avvenga l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre in tutti gli Stati membri. Nonostante anni di discussioni sulla sua abolizione, il cambio d’ora resta in vigore in tutti i 27 Paesi dell’Unione europea, dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla Spagna, fino ai Paesi baltici e nordici. Nel 2018 la Commissione europea aveva proposto di mettere fine ai cambi stagionali e nel 2019 il Parlamento europeo si era espresso a favore della riforma, ma l’iter non si è mai concluso perché gli Stati membri non hanno raggiunto un accordo definitivo. Di conseguenza, le lancette continuano a spostarsi due volte l’anno.