si dorme di più

Stanotte torna l’ora solare, ecco come evitare il mini jet lag

Alle 3 le lancette andranno riportate alle 2. Un’ora di sonno in più, ma anche un piccolo shock per l’orologio biologico che potrebbe farci sentire più stanchi. Ma ci sono delle dritte per adattarci senza stress

© istockphoto

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Questa salutiamo l'ora legale e torniamo all'ora solare. Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere spostati alle 2 regalando sulla carta un'ora di sonno in più. Ma l'effetto più evidente sarà quello sulla percezione della giornata. La quantità complessiva di luce naturale non cambia, ma sarà distribuita diversamente: il sole sorgerà e tramonterà circa un’ora prima rispetto a oggi. Per molti significa iniziare la giornata con più luce, ma anche ritrovarsi a uscire dall’ufficio o da scuola quando è già buio. Un cambiamento che, sommato all’accorciarsi naturale delle giornate autunnali, può incidere sull’umore e sulla sensazione di energia. Gli esperti parlano infatti di una sorta di mini jet lag: non si cambia fuso orario, ma il nostro organismo deve comunque adattare i propri ritmi biologici al nuovo orario. Una buona notizia, però, c’è: rispetto al passaggio primaverile all'ora legale, il ritorno all'ora solare è generalmente percepito come meno faticoso. E dopo pochi giorni con qualche accorgimento, il nostro "orologio interno" sarà già tornato in perfetta sintonia con il nuovo orario.

Come ridurre gli effetti del cambio d'ora - Per affrontare al meglio il passaggio all’ora solare, gli specialisti consigliano alcune semplici strategie: esporsi alla luce naturale nelle prime ore del mattino; mantenere orari regolari per andare a letto e svegliarsi; evitare caffè, bevande energetiche e alcol nelle ore serali; limitare l’uso di smartphone e schermi luminosi prima di dormire; praticare una moderata attività fisica durante il giorno, evitando allenamenti intensi a tarda sera. Anche l’alimentazione può aiutare: una cena leggera favorisce un sonno più regolare e una migliore capacità di adattamento. Tutte precauzioni temporali che dovrebbero aiutare ad adattarsi prima allo switch.

Una tradizione nata in tempo di guerra - L’ora legale in Italia ha più di un secolo di storia. Fu introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per ridurre i consumi energetici sfruttando meglio la luce naturale. Dopo essere stata adottata tra il 1916 e il 1920 e successivamente durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1948, venne reintrodotta in modo stabile nel 1966. L’idea viene spesso associata a Benjamin Franklin, che nel XVIII secolo suggerì di sfruttare meglio la luce naturale, ma la prima vera proposta di modificare ufficialmente l’orario è attribuita al neozelandese George Vernon Hudson alla fine dell’Ottocento. 

Oggi il sistema segue regole comuni a livello europeo. La Direttiva 2000/84/CE stabilisce infatti che il passaggio all’ora legale avvenga l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre in tutti gli Stati membri. Nonostante anni di discussioni sulla sua abolizione, il cambio d’ora resta in vigore in tutti i 27 Paesi dell’Unione europea, dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla Spagna, fino ai Paesi baltici e nordici. Nel 2018 la Commissione europea aveva proposto di mettere fine ai cambi stagionali e nel 2019 il Parlamento europeo si era espresso a favore della riforma, ma l’iter non si è mai concluso perché gli Stati membri non hanno raggiunto un accordo definitivo. Di conseguenza, le lancette continuano a spostarsi due volte l’anno.