CAMBIO DI MENTALITA'

Effetto Ozempic, negli Usa boom di sarti e calzolai tra jeans e cinture da stringere

I farmaci dimagranti stanno cambiando anche il rapporto degli americani con il guardaroba: prima di comprare vestiti nuovi, sempre più persone scelgono di adattare quelli che già possiedono 

© Istockphoto

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Cinture da accorciare, vestiti e jeans da stringere. Negli Stati Uniti, la rivoluzione dei farmaci dimagranti passa anche dai laboratori di sarti e calzolai, che si trovano ad adattare accessori e indumenti diventati improvvisamente troppo grandi. L'effetto Ozempic non si ferma davanti allo specchio e non riguarda soltanto la bilancia, entra negli armadi, modifica le abitudini di acquisto e riporta in primo piano mestieri che sembravano destinati a occupare una nicchia sempre più piccola. Pantaloni da restringere, jeans da rimodellare, scarpe da adattare e cinture da accorciare: mentre le taglie scendono, cresce la domanda di riparazioni.

Il caso più emblematico arriva dal Texas. Cobblers Direct, azienda specializzata nella riparazione di scarpe e accessori in pelle, arriva a modificare fino a 500 cinture alla settimana. Con 25 punti vendita nello Stato e un servizio di spedizione attivo a livello nazionale, l'impresa registra una crescita annua a doppia cifra nelle richieste di accorciamento. Un incremento che racconta, meglio di molte statistiche, quanto il dimagrimento farmacologico stia modificando la vita quotidiana dei consumatori.

Per chi perde peso in tempi relativamente brevi, comprare un intero guardaroba significa affrontare una spesa importante, con la possibilità concreta di dover cambiare nuovamente taglia dopo pochi mesi. La tentazione di festeggiare il nuovo corpo con una serie di acquisti può scontrarsi rapidamente con la realtà del conto in banca.

La sua esperienza riflette un dilemma sempre più comune: come vestirsi quando il corpo cambia più velocemente delle abitudini di consumo? Il costo della vita negli Stati Uniti, insieme alla spesa sostenuta direttamente dai pazienti per i trattamenti, rende meno appetibile l'idea di acquistare vestiti nuovi a ogni passaggio di taglia. A questo si aggiunge il fatto che alcune assicurazioni sanitarie e alcuni datori di lavoro non coprono i farmaci GLP-1 utilizzati per dimagrire, lasciando una parte consistente dei costi a carico dei consumatori. La modifica sartoriale diventa così una scelta pragmatica, ma anche un modo per non rinunciare ai capi a cui si è affezionati.

Il fenomeno belt-zempic conquista anche Manhattan -

 Nel laboratorio familiare Jim's Cobbler Concierge, a Manhattan, le cinture sono diventate protagoniste di una tendenza talmente riconoscibile da meritare un nome: belt-zempic, fusione ironica tra belt, cintura in inglese, e Ozempic. I clienti arrivano con interi gruppi di accessori da sistemare, a volte decine alla volta. E il lavoro non riguarda soltanto la pelle: secondo CJ Burgos, responsabile delle relazioni con la clientela dell'attività, sono aumentate anche le richieste di modifiche alle scarpe, diventate troppo larghe per alcuni clienti dopo il dimagrimento.

Il cambiamento si misura nei dettagli. Un foro aggiunto non basta sempre, soprattutto quando la cintura deve essere accorciata in modo da conservare proporzioni ed estetica originali. In questi casi interviene il lavoro artigianale, con tagli e rifiniture che consentono di recuperare un accessorio di qualità invece di sostituirlo.

Sei mesi prima di comprare capi nuovi -

 Il capo che crea più problemi è uno dei più difficili da sostituire senza perdere vestibilità: il jeans. Stringere un paio di pantaloni in denim non equivale sempre a eliminare qualche centimetro di tessuto. Le proporzioni cambiano, il punto vita si sposta e la vestibilità può risultare compromessa anche quando il capo continua a chiudersi.

Un'indagine condotta dalla piattaforma di telemedicina Trimi su oltre 700 adulti statunitensi che utilizzano o hanno utilizzato farmaci GLP-1 mostra la portata del problema. Circa l'80% degli intervistati ha rimandato l'acquisto di vestiti nuovi, aspettando in media sei mesi., nove su dieci hanno segnalato difficoltà con la vestibilità dei jeans. Chi sta perdendo peso può preferire osservare come evolve il proprio corpo prima di investire in capi destinati a diventare presto troppo larghi. Il risultato è un periodo di transizione nel quale il guardaroba viene aggiustato, riutilizzato e reinventato.

A complicare ulteriormente le scelte c'è il timore di recuperare parte del peso perduto. Una ricerca dell'Università di Cambridge pubblicata nel 2026 ha stimato che, entro un anno dalla sospensione dei farmaci dimagranti, si recupera mediamente una quota significativa dei chili persi, indicata nello studio intorno al 60%. Per chi deve decidere se acquistare una taglia più piccola, l'incertezza sul peso futuro diventa quindi anche una questione economica.

La corsa alle taglie più piccole -

 Se le sartorie guadagnano terreno, anche il mercato dell'abbigliamento di seconda mano trova nuove opportunità. Per molti consumatori, comprare capi usati è un modo per sperimentare una taglia diversa senza spendere troppo, soprattutto quando il cambiamento fisico non è ancora terminato. ThredUp, piattaforma americana specializzata nella rivendita di abbigliamento, osserva una crescita degli acquisti di taglie più piccole. Secondo i dati comunicati dall'azienda, il 43% dei clienti che al momento dell'iscrizione acquistavano jeans con una misura di vita superiore alla 28 ora sceglie modelli più stretti.

Il punto, per il mercato del secondhand, è la velocità della trasformazione. Non si tratta soltanto di persone che decidono di rinnovare il proprio stile, ma di consumatori che attraversano una fase in cui gli abiti possono perdere rapidamente la loro funzione originaria. Un capo usato, acquistato a un prezzo più accessibile, può rappresentare una soluzione temporanea molto più sensata di un investimento destinato a durare poco. La diffusione dei GLP-1 amplia così il pubblico potenziale dei negozi dell'usato e rafforza un'abitudine già legata al risparmio e alla sostenibilità: dare una seconda vita ai vestiti, anche quando è il corpo di chi li indossa a cambiare.

I marchi si adattano ai corpi in trasformazione -

 Anche le aziende che propongono abbigliamento nuovo stanno cercando di rispondere a clienti con esigenze meno prevedibili rispetto al passato. Stitch Fix, servizio statunitense di personal styling online, ha ampliato l'offerta di capi elasticizzati e regolabili, pensati per accompagnare chi attraversa più taglie nel giro di pochi mesi. L'obiettivo è proporre indumenti capaci di adattarsi ai cambiamenti senza obbligare a sostituire continuamente ogni elemento del guardaroba. Il settore della moda si trova quindi davanti a una trasformazione che va oltre le oscillazioni stagionali delle vendite e se una parte dei consumatori riduce gli acquisti tradizionali, altre attività possono beneficiare della necessità di modificare, rivendere o scegliere in modo più accurato i vestiti.

Secondo Gallup, circa l'11% degli adulti statunitensi assume farmaci GLP-1 per dimagrire, contro il 3% rilevato nel 2024. Una crescita che contribuisce a spiegare perché gli effetti di questi trattamenti siano ormai visibili anche in settori apparentemente lontani dalla medicina. Il cambiamento non produce vincitori e vinti in modo uniforme. I negozi tradizionali devono fare i conti con consumatori più prudenti nell'acquisto di capi nuovi, mentre sartorie, calzolai, rivenditori dell'usato e servizi di consulenza di stile possono intercettare esigenze inedite.

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