Una task force contro le baby gang. A Ferrara nasce il Nam, il primo "Nucleo anti maranza" in Italia, voluto dal Comune della città emiliana per contrastare il fenomeno della microcriminalità giovanile. Ad annunciarlo è direttamente il sindaco Alan Fabbri (Lega), che ha sottolineato come l'iniziativa della sua amministrazione rappresenterà anche "un primo esperimento a livello nazionale".
La task force -
Il Nam "vedrà impegnato in prima linea il Comune di Ferrara" e coinvolgerà avvocati, psicologi, assistenti sociali, la polizia locale ed esperti di sicurezza. L'annuncio arriva "alla luce anche degli ultimi fatti di cronaca che hanno portato la devastazione di intere città in Italia, come avvenuto a Bologna e Milano". La task force avrà principalmente una funzione di prevenzione, ma in seconda battuta anche di "controllo e repressione". "Già in tempi non sospetti avevo lanciato l'allarme maranza - spiega il sindaco - perché per noi era un fattore da non poter minimizzare, riconoscendolo invece come una questione da affrontare".
"Risposta alle paure" -
E così sarà a Ferrara, dove il Nam sarà attivo già a partire dalle prossime settimane. "Questo nucleo operativo intende anche dare una risposta concreta alla preoccupazione emersa in questi giorni - prosegue il primo cittadino - Con questo esperimento Ferrara risponde, con i fatti, alle richieste di aiuto e sostegno di tanti genitori, famiglie e commercianti, impauriti dalla situazione di insicurezza crescente, dai comportamenti aggressivo e dal disprezzo verso il bene degli altri".
Le reazioni della politica -
La mossa del Comune estense ha immediatamente infiammato il dibattito politico nazionale. Il leader della Lega Matteo Salvini ha espresso un forte plauso, indicando l'iniziativa di Ferrara come un modello virtuoso da esportare rapidamente nel resto del Paese per restituire serenità alle strade e alle piazze. Di parere opposto le opposizioni cittadine, a partire dal Partito democratico, che hanno espresso dure critiche. Secondo i detrattori, la giunta starebbe utilizzando una terminologia da "propaganda" per alimentare razzismo e allarmismi sociali.