PER LA RACCOLTA DELLE OLIVE

Cisgiordania, fermate cinque attiviste italiane: Farnesina chiede il rilascio

Continua la stretta dello stato ebraico nei confronti dei volontari internazionali al fianco dei palestinesi

© Afp

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Nuovi fermi di attivisti in Cisgiordania. La stretta contro i volontari internazionali impegnati in difesa dei raccoglitori di olive palestinesi ha riguardato un altro gruppo, di cui facevano parte anche cinque italiane, fermato dalle Forze di difesa israeliane. A rendere noto l'accaduto è stata la Farnesina che ha annunciato di aver chiesto chiarimenti e il rilascio a Israele. Le italiane sono state intercettate nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, dopo che il 21 ottobre era stata data notizia di un analogo provvedimento preso nei confronti di altri attivisti internazionali, tra i quali due connazionali, Manuel e Alberto Tartarotti, poi espulsi.

"Non appena informati dell'accaduto - si legge in una nota -l'ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme sono entrati in contatto con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione delle connazionali. La Farnesina al momento ha ottenuto conferma che le italiane si trovano presso una stazione di polizia".

Ieri un'operazione su vasta scala dell'Idf aveva portato al blocco e al fermo di circa 90 volontari, tra cui anche il candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti Brad Lander, successivamente rilasciato insieme a decine di altri attivisti sotto severe restrizioni di movimento.

Nelle stesse ore sono stati trattenuti e poi formalmente espulsi i due italiani, un padre e un figlio originari di Bolzano, Manuel e Alberto Tartarotti, di 35 e 67 anni. I due erano arrivati in Cisgiordania per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta nei campi. Dopo essere stati detenuti per ore dalla polizia israeliana sono stati espulsi con il divieto di rientro per i prossimi dieci anni.


La raccolta delle olive in Cisgiordania rappresenta da sempre un momento cruciale e ad altissimo rischio di incidenti. Nelle ultime settimane si è registrata un'impennata di attacchi condotti da gruppi di coloni estremisti, culminati lo scorso fine settimana nel ferimento di una fotoreporter del Wall Street Journal e nell'assalto ad alcune auto diplomatiche europee.