La Procura di Lecce ha aperto un'indagine sulla morte di uno studente universitario di Ingegneria, 20enne, di Collepasso (Lecce), Daniele Bonatesta, trovato impiccato a un albero nel giardino di casa la mattina del 20 settembre. Il fascicolo sul decesso, inizialmente ritenuto un suicidio tanto che il pm di turno non aveva disposto l'autopsia né delegato accertamenti, è stato aperto - al momento senza ipotesi di reato né indagati - dopo l'esposto depositato dai genitori della vittima.
E' stata una sfida social? -
La famiglia dello studente ipotizza una sfida social sulla capacità di resistere al soffocamento e chiede di disporre approfondimenti informatici sul pc e sul cellulare. I genitori, in particolare, chiedono agli inquirenti di accertare se il figlio sia stato indotto o condizionato da qualcuno a compiere una sfida estrema. Il computer - evidenziano nell'esposto-memoria ripreso da La Gazzetta del Mezzogiorno - aveva il microfono acceso ed era collegato a una piattaforma online con possibilità di dialogo e il telefono era accanto al corpo.
L’ipotesi della famiglia è che stesse conversando o chattando con qualcuno oppure che dovesse fotografare o filmare qualcosa per poi inviarla. Sono questi gli elementi sollecitati agli inquirenti, insieme al ritrovamento nella camera da letto del ragazzo, di un cappio composto da due cavi del computer. I genitori chiedono, quindi, come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno, di accertare quello che è accaduto la notte tra il 19 e il 20 settembre, quando Daniele sarebbe rimasto al pc fino alle 5 del mattino e, quattro ore dopo, è stato trovato morto. L’ultima persona ad averlo visto in vita è stata la madre.
La famiglia, inoltre, esclude segnali di disagio, ricordando che qualche giorno prima della tragedia aveva iniziato il primo anno di università per diventare un ingegnere informatico. Daniele, dopo il diploma di tecnico informatico presso l’Industriale di Casarano, si era iscritto alla Facoltà di Ingegneria Informatica presso l’Ecotekne dell’Università del Salento.