Truffate almeno tre persone

Foggia, fino a 250 euro per mettersi in contatto con gli animali morti: finti medium traditi dal raglio di un asino

La vicenda è stata segnalata dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) che riferisce di almeno tre persone raggirate

© Istockphoto

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Promettevano di far comunicare i proprietari con i cani e i gatti morti, attraverso sedute spiritiche online e messaggi dall’aldilà. Un servizio a pagamento che avrebbe sfruttato il dolore di chi aveva perso il proprio animale domestico, con richieste di denaro fino a 250 euro. A far emergere la truffa sarebbe stato un errore alquanto particolare: a un cliente su WhatsApp sarebbe arrivato un audio del raglio di un asino al posto dell'abbaiare del cane defunto. La vicenda è stata segnalata dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa).

Le sedute online e quell'audio inviato per errore -

 Il sistema, secondo quanto ricostruito dall’associazione, avrebbe preso di mira persone ancora provate dalla perdita del proprio cane o gatto. I sedicenti medium avrebbero proposto la possibilità di ristabilire un contatto con gli animali scomparsi, organizzando incontri a distanza durante i quali avrebbero simulato comunicazioni con l’aldilà. Per rendere più credibile la messinscena, avrebbero anche fatto ascoltare rumori e versi presentati come provenienti dagli animali morti. Prima di accedere a queste presunte esperienze paranormali, però, sarebbe stato necessario pagare. Le somme richieste si sarebbero aggirate intorno ai 200 euro, mentre in uno degli episodi segnalati il pagamento avrebbe raggiunto i 250 euro, attraverso sistemi online. A compromettere il presunto meccanismo sarebbe stato proprio uno dei messaggi audio utilizzati per convincere i clienti. In un caso, al proprietario sarebbe stato inviato un file audio che avrebbe dovuto riprodurre il suo cane. Al suo posto, tuttavia, si sarebbe sentito il raglio di un asino, facendo emergere l'errore e alimentando i sospetti sulla reale natura del servizio offerto.

Le segnalazioni da tre diverse zone d’Italia -

 Aidaa riferisce di almeno tre persone che avrebbero raccontato episodi riconducibili a questo schema: una residente a Foggia, una ad Ancona e un’altra in Piemonte. La distanza tra i luoghi di provenienza delle segnalazioni lascia aperta la possibilità che il fenomeno non sia limitato a un singolo territorio. L’associazione invita chiunque ritenga di essere finito nella rete dei presunti truffatori a presentare denuncia alle autorità competenti. È importante conservare le prove disponibili, dalle ricevute dei pagamenti alle conversazioni in chat, passando per i messaggi vocali e gli altri contenuti scambiati con i sedicenti sensitivi. Resta da chiarire se i casi segnalati siano episodi isolati o se dietro le segnalazioni possa esserci un fenomeno più esteso. Al centro della vicenda c’è un servizio che, secondo l’associazione, farebbe leva sul legame affettivo con gli animali e sulla sofferenza di chi affronta la loro perdita.

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