+50% DI RICOVERI OSPEDALIERI

Covid, la variante Stratus spinge i contagi in Gran Bretagna: ecco quali sono i sintomi del "virus americano"

Tra i sintomi più comuni figurano forte mal di gola, raffreddore, dolori muscolari e perdita di gusto e olfatto

© Istockphoto

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A distanza di quasi sette anni, il Covid continua a far parlare di sé. Questa volta l'allarme arriva dalla Gran Bretagna dove la variante Stratus del virus sta spingendo verso l'alto i contagi. Nel solo mese di settembre, infatti, il tasso di positività ai test è salito al 7% e, parallelamente, i ricoveri ospedalieri hanno registrato un incremento del 50%. Tra i sintomi più rappresentati figurano forte mal di testa, raffreddore e perdita di gusto e olfatto. 

Il "covid americano" -

 La variante del Covid, ribattezzata "Stratus", è stata definita da alcuni media "Covid americano". La denominazione è dovuta al fatto che i primi incrementi sono stati registrati negli Stati Uniti. Il ceppo è monitorato a livello globale da oltre un anno e il Dipartimento della salute della Gran Bretagna ha specificato che l'aumento dei casi rientra nella normale dinamica stagionale dei mesi freddi e che non ci sono prove che questa variante causi forme più gravi della malattia.

L'aumento dei contagi in Gran Bretagna -

 L'aumento dei contagi da variante XFGI dati rilasciati da Londra nel mese di settembre hanno mostrato un tasso di positività ai test salito al 7% in tutta la Gran Bretagna. Parallelamente si è verificato un incremento dei ricoveri ospedalieri di circa il 50%. Le autorità sanitarie britanniche hanno sottolineato che l'aumento dell'ospedalizzazione è legato alla maggiore circolazione generale del virus e non a una particolare pericolosità della variante XFG. 

Quali sono i sintomi di Stratus? -

 Nella maggior parte dei soggetti che hanno contratto la variante XFG la sintomatologia riscontrata era quella di un forte raffreddore. Il sintomo più comune segnalato di recente è un mal di gola particolarmente doloroso, che si aggiunge alle classiche manifestazioni del virus: tosse, naso chiuso, stanchezza, febbre, dolori muscolari e perdita di gusto od olfatto. Come spiegato dal dottor Donald Grant - consulente clinico di The Independent Pharmacy -, i soggetti anziani o con un sistema immunitario debole sono coloro che rischiano di più.

Sintomi oculari e lacrimazione eccessiva -

 Recentemente alcuni soggetti che hanno contratto la variante XFG hanno segnalato una lacrimazione eccessiva agli occhi. Tuttavia è opportuno segnalare che i disturbi oculari sono noti fin dall'inizio della pandemia. La sola presenza di lacrimazione, quindi, non basta a diagnosticare il virus in quanto può dipendere anche da normali allergie o congiuntiviti. 

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