In sardegna

Vertenza Eurallumina, quattro operai asserragliati a 60 metri d'altezza

La protesta durante l'assemblea nello stabilimento nel Sulcis in vista del vertice previsto domani al ministero

© Ansa

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"Basta rinvii, ora ognuno si assuma le proprie responsabilità". Quattro operai dell'Eurallumina di Portovesme, nel Sulcis in Sardegna, sono saliti in cima al forno di calcinazione statico numero 1, a oltre 60 metri d'altezza. La manifestazione durante il sit-in e l'assemblea organizzati stamani davanti allo stabilimento, indetti dalle segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. La protesta arriva alla vigilia del vertice convocato per domani al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Le richieste -

 Al centro della mobilitazione c'è la richiesta di uno stanziamento urgente dei fondi necessari per garantire la gestione dello stabilimento, con particolare attenzione agli aspetti ambientali. I quattro lavoratori hanno annunciato che trascorreranno la notte in quota, in attesa di risposte concrete dall'incontro istituzionale. Intanto, fuori dalla fabbrica è in corso una manifestazione di altri dipendenti.

"Non è cambiato nulla" -

 Come annunciato nei comunicati delle ultime settimane, "non intendiamo restare a guardare mentre altri decidono del destino della fabbrica. Per questo oggi, mentre si svolge il sit-in e l'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, una delegazione ha occupato la sommità del forno", scrivono i sindacati in un comunicato. "Ritrovarci quassù quasi un anno dopo è la prova più evidente di quanto poco sia cambiato", aggiungono.

I precedenti vertici -

 Al centro della protesta ci sono le risorse per la gestione corrente dell'impianto. I 9,6 milioni di euro annunciati nel dicembre 2025, denunciano i lavoratori, "sono stati erogati soltanto in parte". Il tavolo del 15 settembre si è chiuso senza risultati e con l'ipotesi ancora da definire di un'amministrazione controllata affidata a un commissario. Il primo ottobre era arrivata la denuncia pubblica sul rischio insolvenza. Il 13 ottobre, per la prima volta, si sono riuniti tutti i soggetti coinvolti: ministeri, Agenzia del Demanio, Regione, Provincia, Comune di Portoscuso e Comitato di Sicurezza Finanziaria.

Fabbrica congelata -

 Anche quell'incontro, sottolineano i lavoratori, si è concluso senza nuovi stanziamenti e senza una soluzione per sbloccare gli asset. "Siamo a distanza di quasi un anno da quando eravamo quassù, abbiamo pazientato un anno e la fabbrica è congelata per colpa del governo", dice Enrico Pulisci, Rsu Eurallumina, in un video girato dalla cima del forno a 60 metri. "Siamo all'ultimo miglio, stiamo raschiando il barile, servono i soldi che il governo deve anticipare. Resteremo qua anche la notte e per quanto servirà e non escludiamo nessun altra iniziativa".

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