l'esito dell'istologico

Papa Leone, i medici: confermato carcinoma ma non servono terapie

Gli esami istologici e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l'intervento hanno confermato la natura della malattia e la sua localizzazione

© Afp

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Gli esami definitivi, nel decorso post operatorio di papa Leone, confermano un adenocarcinoma polmonare localizzato, senza necessità di ulteriori terapie. Lo comunicano il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora. Gli esami istologici e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l'intervento hanno confermato la natura della malattia e la sua localizzazione, ma la valutazione oncologica ha escluso l'indicazione a trattamenti aggiuntivi.

Il ritorno del Papa alla normalità -

 Sono i medici del Papa a rassicurare, dunque, che Leone sta bene, anche alla luce dell'atteso referto dell'esame istologico. La notizia è arrivata alla fine di una giornata che aveva segnato il ritorno di Leone alla normalità, con l'udienza generale a Piazza San Pietro, preceduta da un giro in papamobile, nonostante il maltempo su Roma.

I medici del Papa, il suo personale, il dottor Luigi Carbone, e il chirurgo che lo ha operato al Policlinico Gemelli, il professor Stefano Margaritora, hanno comunicato che "sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l'intervento chirurgico al Santo Padre. Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia".

Una buona notizia che conferma quell'ottimismo che era trapelato già alla fine della degenza del Pontefice, con un ritorno a casa anticipato rispetto alle previsioni. Diventa più probabile ora anche quel desiderato viaggio in Sudamerica che il Papa dovrebbe effettuare a novembre, tra Uruguay, Argentina e soprattutto il Perù dove Prevost ha vissuto vent'anni.

Il Papa è apparso sorridente e, a soli otto giorni dall'intervento al polmone, è voluto tornare in mezzo alla folla con il giro si saluti in papamobile. La sola precauzione il tettuccio trasparente sulla vettura bianca per proteggerlo dall'acqua. L'unico riferimento al problema attraversato è nelle prime parole che pronuncia in piazza: "La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio", dice ai 30mila fedeli presenti per la catechesi settimanale del Papa.

Prima dell'udienza generale aveva anche incontrato, nella Sala Clementina, i partecipanti ad un convegno sui nuovi santi, segnando così un ritorno alle attività quotidiane, quasi come prima dell'intervento. Quasi, perché comunque gli incontri restano parcellizzati e, al momento, più corti rispetto al normale. E' quella "graduale" ripresa che aveva annunciato lo stesso Leone all'Angelus di domenica, il giorno dopo avere lasciato il Gemelli.

Dal viso traspare qualche segno di stanchezza, quasi impercettibile, ma il Papa non rinuncia a nulla: alla fine dell'udienza generale guida anche il canto del Padre Nostro e come sempre saluta individualmente le persone ammesse al cosiddetto baciamano.

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