L'intervista

Luk3: "Dopo Amici sogno Justin Bieber e uno stadio strapieno"

In occasione dell'uscita del brano, il giovane cantautore si racconta a Tgcom24

di Giorgia Argiolas
© Ufficio stampa

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Con il suo nuovo singolo "Elettrica", il pop idol Luk3, nome d'arte di Luca Pasquariello, "cambia musica". Lo spiega lui stesso ai microfoni di Tgcom24 mentre si racconta in occasione dell'uscita (il 23 ottobre) del brano, una canzone dalle sfumature elettroniche, con un ritornello che rimane in testa fin dal primo ascolto. Il giovane cantautore spiega, in particolare, in che direzione sta andando la sua musica, ma anche com'è cambiata la sua vita da "Amici", il senso di responsabilità di raccontare una generazione e, infine, rivela il suo sogno nel cassetto.

Partiamo subito dal tuo nuovo singolo "Elettrica". Come è nata questa canzone? Senti che la tua musica stia cambiando?   

È nata in modo naturale, istintivo e veloce mentre mi trovavo a fare un camp con le persone con cui lavoro, che prima di tutto sono amici. Credo che la mia musica stia cambiando, come dimostra "Elettrica", e spero di farle prendere una direzione sempre più specifica.

Che direzione? 

Mi sto lasciando ispirare molto dalla musica e dai performer dei primi anni Duemila, è quella la direzione che voglio seguire. 

C'è un artista che ti sta e ha influenzato particolarmente e uno con cui invece sogni di collaborare? 

Gli artisti che mi stanno influenzando sono tutti quelli che fanno parte di quel filone, quindi Justin Bieber, Justin Timberlake, Chris Brown. Sognando in grande, vorrei collaborare proprio con uno tra loro.

A proposito di sogni, quali hai avverato in questi anni e quali sono quelli ancora nel cassetto? 

In questi anni, ho conseguito delle piccole soddisfazioni, ma ho delle ambizioni molto più grandi. Quindi, il sogno nel cassetto, a oggi, è quello di riempire uno stadio. 

Sono passati due anni dall'inizio della tua esperienza ad "Amici". Come è cambiata la tua vita da allora?  

Sono cambiate le mie abitudini, il fatto di vivere in una città diversa, di dovermi ambientare, di dover conoscere nuove persone e di fare un lavoro che è imprevedibile. Tuttavia, resto la stessa persona di sempre. 

Prima di entrare nella scuola avevi già conquistato il pubblico del Web costruendo una solida fanbase tra Instagram e TikTok. I social sono ancora uno strumento importante per la tua carriera?  

Credo che i social siano uno strumento importante per tutte le persone che scelgono di voler far ascoltare la propria musica. Sono una vetrina. È corretto dare il giusto spazio a ciò che faccio e facciamo, considerando l'impegno che c'è dietro. 

Nelle tue canzoni racconti la tua generazione. Senti una sorta di responsabilità per questo? 

Sì, sicuramente, ma scrivo in maniera naturale senza pensare a questa responsabilità. Racconto cose personali, sperando che poi possano aiutare tante persone.  

Quindi non c'è al momento della scrittura la volontà di lanciare un messaggio... 

Esatto, il messaggio è una conseguenza e viene in maniera naturale nel momento in cui le cose che una persona dice sono vere.   

Il singolo "Melodrammatica" con la cantante spagnola Cristina Lora è uscito anche in spagnolo. Ti piacerebbe l'idea di portare la tua musica anche all'estero? 

Piano piano. Sicuramente mi piacerebbe, è una cosa che mi affascina. Però, adesso, penso a quello che c'è da fare qui e ora. Spero un domani di poter allargare il mio pubblico.  

  Tornando, appunto, all'Italia, hai portato la tua musica dal vivo nei club con un tour interamente sold out. Nel 2027, ti aspettano nuove date a Torino, Roma, Napoli e Milano. Come vivi il rapporto con il pubblico? 

La dimensione live e il rapporto con il pubblico sono l'aspetto che preferisco. Vedere le persone lì per me, guardarle negli occhi, mi trasmette qualcosa che non riesco a spiegare, è un'emozione molto forte che mi permette di lasciarmi andare quando sono sul palco. 

Senti il peso delle aspettative?  

A tratti sì, a tratti no. Sicuramente ogni singolo è una scommessa, ogni volta mi rimetto in gioco. Cambiando direzione e facendo esperimenti si rischia, ma penso sia giusto farlo.

  È all'orizzonte un album? 

Mi piace adesso stare rilassato, concentrarmi tanto sulla mia musica e ascoltare nuove cose. Però sì, sto lavorando a un album.  

Come ti vedi tra dieci anni?  

Tra dieci anni mi vedo su un palco, spero sempre più grande. E mi vedo appassionato come adesso, o almeno è quello che spero.  

 Cosa diresti al Luca di 13 anni che scriveva la sua prima canzone?  

Di continuare a fare quello che stava facendo. E di divertirsi. Che è la cosa più importante.

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