
Scontri Milano, Piantedosi: "Non c'è evidenza che i manifestanti fossero manovrati"
Al contrario, al termine del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, il sindaco Sala non esclude infiltrazioni nei gruppi giovanili e chiede alla politica di intervenire sull'uso errato dei social

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi esclude, allo stato attuale, elementi che dimostrino una regia esterna dietro le violenze avvenute a Milano durante il weekend. Una posizione che non convince del tutto il sindaco Giuseppe Sala, secondo cui non si possono escludere tentativi di infiltrazione nei gruppi giovanili. Sul fronte della sicurezza, il vicepremier Matteo Salvini, dopo il Comitato ordine e sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Milano, annuncia l'arrivo in città di 500 parà per "garantire la sicurezza".
Piantedosi: "Nessuna evidenza che fossero manovrati -
Al termine del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, riunito in prefettura a Milano, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che non ci sono elementi che dimostrino che i giovani coinvolti nelle violenze siano stati manovrati da qualcuno. Il ministro ha richiamato l'attenzione sulla spontaneità dei comportamenti dei ragazzi, pur riconoscendo che le violenze sarebbero state organizzate attraverso i social network. Una distinzione che, secondo Piantedosi, non consente di affermare l'esistenza di una regia esterna. Ha poi affrontato il tema della paura vissuta dai cittadini e dai commercianti durante i disordini. L'obiettivo, ha detto, è permettere a tutti di vivere serenamente la quotidianità: "La gente non deve avere paura di vivere una condizione di normalità".
Nel frattempo, le indagini hanno portato all'identificazione di due minorenni ripresi durante i disordini. Si tratta di un undicenne italiano, rintracciato nella sua scuola alla Barona, nella periferia sud-ovest di Milano, e di un sedicenne individuato a Desio, in Brianza.
Sala: "Questi ragazzi sono manovrabili" -
Di tutt'altra posizione è il sindaco di Milano Giuseppe Sala non esclude che dietro i comportamenti dei giovani coinvolti nei disordini possano esserci tentativi di infiltrazione: "No, non escludiamo per nulla che ci sia qualche tentativo di infiltrarsi in questi mondi giovanili, che a volte fanno magari anche un po' fatica a capire perché sono in piazza". Il sindaco ha riportato quanto riferito dal procuratore del Tribunale per i minorenni, che avrebbe ascoltato i ragazzi coinvolti per capire le ragioni della loro partecipazione alle violenze, e pare che dalle risposte non sarebbero emerse motivazioni riconducibili a una particolare sensibilità sociale o politica. Piuttosto, i giovani avrebbero spiegato di essere scesi in strada per fare confusione e trascorrere del tempo insieme ai coetanei. "È evidente che questi ragazzi sono manovrabili, è estremamente evidente e quindi se c'è qualcuno che ha interesse a manovrarli, certo che ha un'occasione". Sala ha inoltre sollecitato un intervento della politica sull'utilizzo distorto dei social network, sottolineando che le istituzioni non possono restare passive di fronte al fenomeno.
Salvini: "A breve 500 parà a Milano" -
Sul fronte delle misure di sicurezza, Matteo Salvini ha annunciato l'arrivo a Milano di 500 paracadutisti, con l'obiettivo di rafforzare il presidio del territorio dopo gli scontri del fine settimana. "A brevissimo arriveranno a Milano 500 parà addestrati che hanno avuto anche esperienza all'estero per garantire la sicurezza dei milanesi e delle persone per bene", ha dichiarato Salvini al termine del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia. I militari, secondo quanto spiegato, affiancheranno le forze dell'ordine nelle aree considerate più sensibili e potranno essere impiegati nei quartieri in cui sarà necessario rafforzare i controlli.