Ergastolo per Pablo Gonzalez Rivas, imputato per l'omicidio volontario aggravato e l'occultamento del cadavere della compagna Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la babysitter uccisa e fatta a pezzi a Milano nella notte tra il 25 e il 26 gennaio e gettata nel fiume Adda. La sentenza, pronunciata dalla Corte d'Assise di Milano è stata accolta dall'applauso delle amiche della vittima presenti in aula.
Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, 40 anni, è stata uccisa dal compagno 50enne in carcere dal febbraio dell'anno scorso, in un monolocale in zona Bicocca a Milano. L'uomo ha denunciato la scomparsa della compagna sette giorni dopo la morte mentre il corpo, che aveva nascosto in una valigia, è stato recuperato nel fiume Adda, all'altezza del comune di Zelo Buon Persico, in provincia di Lodi, il 2 marzo, oltre un mese dopo.
Lui ha sempre negato, anche nel corso del processo, il gesto volontario e ha affermato che Nataly è morta durante un gioco erotico. Dall'autopsia è emerso che la vittima sarebbe stata prima picchiata e poi soffocata. Inoltre, l'inchiesta ha appurato, anche con le analisi di chat, che Gonzalez Rivas aveva una relazione parallela e che aveva comprato un biglietto per far arrivare da El Salvador l'amante, per farla vivere nella casa dove abitava con Nataly. E le lo aveva scoperto.
Le amiche della vittima -
"È una grande emozione. Anche se questa sentenza non ce la riporta indietro è stata fatta giustizia. Non se lo meritava". Così Maira, una delle amiche di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, ha commentato la sentenza. "Sarebbe orgogliosa di noi - ha aggiunto la donna in lacrime - Magari potevamo starle più vicino e forse questo non sarebbe successo. Ma noi non sapevamo niente. Lui si è rivelato diverso da come lo conoscevamo".
"Siamo felicissime", ha aggiunto Daniely. "Adesso può riposare in pace e che lui paghi perchè nessuno, men che meno lei che era così buona, si merita di morire così". Le amiche più strette erano tutte in aula e dopo la lettura del dispositivo si sono sciolte in lacrime e hanno applaudito. Alcune si sono presentate al palazzo di Giustizia con striscioni con la scritta "Stop femminicidio".