"L'attività produttiva è alla paralisi"

Protesta autotrasportatori, gli industriali di Campania e Puglia: "Imprese al collasso, ora risposte"

E una azienda calabrese con 400 dipendenti minaccia lo stop: "Ci fermiamo se non finisce la protesta". Alla Camera interviene il ministro Urso: "Il Viminale "si stanno identificando gli autotrasportatori, anche per rimuovere i blocchi"

© Ansa

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La situazione al Sud Italia per protesta degli autotrasportatori continua a essere critica. In una nota, l'Unione Industriali di Napoli, delle altre quattro provincia della Campania e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, ha specificato che "la vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L'attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese diventeranno insostenibili. Il blocco danneggia l'economia di Campania, Puglia e dell'intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l'erogazione di servizi pubblici essenziali".

E una società calabrese minaccia: "Se non finisce la protesta ci fermiamo" -

 Gli effetti del blocco dell'autotrasporto sono evidenti: dalle lunghe code ai distributori di benzina, alle scorte che scarseggiano nei supermercati e ora anche qualche industriale inizia a perdere la pazienza: "Se domani (giovedì 22 ottobre, ndr) la situazione non si sblocca ci fermiamo". A dirlo è Gloria Tenuta presidente di Gias (Gruppo industriale alimentari surgelati) di Cosenza, che da domani fermerà le linee produttive per la mancanza gli approvvigionamenti di materia prima. "Su 400 dipendenti l'interruzione lascerà a casa tra i 200 e i 300 lavoratori" spiega. "Il fermo della produzione scatta già da domani perché non abbiamo più spazio dove conservare la merce e mancano gli approvvigionamenti di materia prima. Senza camion non possiamo ricevere i prodotti agricoli né spedire i trasformati".

"Non capisco il continuo ritardo nelle risposte da parte del governo" -

 L'imprenditrice punta il dito contro l'assenza di interventi efficaci: "Comprendo la protesta, ma non questo continuo e incomprensibile ritardo nelle risposte da parte del governo. Finora abbiamo assistito solo a grandi annunci senza concretezza: anche il credito d'imposta per i trasportatori non è una misura sufficiente. Serve un impegno concreto da parte di chi ha la responsabilità di governare il Paese. Un blocco di una settimana significa una perdita pesante di Pil e danni incalcolabili per le grandi realtà come per la quotidianità delle piccole e medie imprese, architrave dell'economia del Sud e dell'intero Paese".

Della protesta in Italia si è parlato anche alla Camera -

  Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo al question time a  Montecitorio ha annunciato che “il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo ed emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi".

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