Poliziotti specializzati nel mantenimento dell'ordine pubblico schierati in anticipo sulla manifestazione di sabato scorso davanti alla "cioccolateria" Trogneux di Amiens, noto negozio di dolciumi. Per il momento si tratta soltanto di un'ipotesi, ma un dettaglio ha già scatenato la polemica: il negozio appartiene alla famiglia di Brigitte Macron, moglie di Emmanuel, presidente della République.
La vicenda -
Sui social circolano diverse immagini in cui si vedono tre camionette posteggiate davanti al negozio, tra la rabbia dei molti commercianti, in tutto il territorio francese, che hanno subito danni - anche gravissimi - ai propri locali senza che la forza pubblica avesse l'ordine o la disponibilità a intervenire in loro difesa. Il sindacato di polizia "Alliance" ha denunciato l'uso delle forze dell'ordine a scopi di protezione privata e ha chiesto spiegazioni sulla vicenda.
Botta e risposto prefettura-sindacato -
Da parte sua, la prefettura della regione di Amiens (la Somme), nel nord della Francia, ha smentito di aver inviato una compagnia di poliziotti specializzati (Crs) per proteggere la cioccolateria Trogneux, gestita dal fratello della première dame di Francia, e altri negozi del centro di Amiens. In risposta alle polemiche, la prefettura ha spiegato che il dispositivo spedito nel centro della città ha consentito di proteggere la zona dalle violenze. Ma Johan Cavallero, dirigente di "Alliance", ha ribattuto: "Non fanno che giocare sulle parole: il centro di Amiens è abbastanza grande, perché allora non avrebbero messo quelle camionette davanti alla cattedrale o a un altro edificio?".
Il precedente -
Il negozio di dolci della famiglia Trogneux fu preso di mira nel 2023 dai manifestanti che protestavano contro la riforma delle pensioni e il nipote di Brigitte Macron, che lavorava all'interno, fu aggredito mentre tentava di allontanare gli antagonisti. Anche in quel caso - secondo il sindacalista - le forze dell'ordine si impegnarono per difendere proprio quel negozio: "Alcuni nostri colleghi sono stati feriti in modo grave - ha detto -, non dobbiamo essere occupati a proteggere un negozio perché appartiene alla famiglia del presidente della Repubblica. Semmai, bisogna farlo per tutti i commercianti".