Il mondo della musica, in particolare quello dei rapper, si è esposto a gran voce sui tafferugli e i disordini avvenuti nei giorni scorsi a Milano e in altre città d'Italia. Dopo quello di Marracash, secondo cui "Con le buone non cambi le cose", sono arrivati tanti altri commenti sulle proteste. Da Nayt, Sayf fino a Luchè e Ghali. Il filo conduttore è unico: le disuguaglianze e la divisione fra chi sta "sopra e sotto". Da Fedez, però, arriva un messaggio che sembra voler colpire i colleghi e invitare i manifestanti a riflettere: "Tanti artisti si sono espressi in questi giorni sulle vandalizzazioni di Milano, soprattutto dal mondo del rap. Non credete ai proclami, non credete agli artisti ricchi che vi sostengono. Al vostro fianco non c'è nessuno". Di fronte alle polemiche però Marracash è intervenuto di nuovo per fare chiarezza: "Non ho mai inneggiato alla violenza".
I pareri a cascata dopo il rapper della Barona -
Da sempre sensibile al tema delle disuguaglianze sociali, Marracash è intervenuto sulla guerriglia a Milano e in Italia raccontando da che parte sta. Dopo la sua presa di posizione, a seguirlo sono stati tanti altri rapper, che hanno commentato tramite i social i tafferugli e i disordini degli ultimi giorni. "Ci dicono che il problema sono le manifestazioni violente, ma chi sta togliendo alle persone il diritto a un futuro dignitoso?", ha scritto Sayf, pseudonimo di Adam Sayf Viacava. L'artista classe '99 ha poi continuat: "Si dimentica la violenza di un sistema che mette il profitto sopra la vita e la dignità delle persone, perché il problema non è la divisione tra destra e sinistra, ma quella tra chi sta sopra e chi sta sotto e noi siamo tutti dalla stessa parte: quella di chi sta sotto".
Più sociale e introspettivo il messaggio di Nayt: "Questa società addomesticata ama l'innocuità, la ricerca e ritrova in tutto quello di cui si nutre, e ogni individuo non vede a più di un metro di distanza da sé. Ma siccome in questo mondo viviamo insieme, a un certo punto, se non vedi l'altro, l'altro ti entrerà in casa per essere visto". Luchè, rapper ed ex membro dei Co' Sang, invece ha pubblicato una storia su Instagram accompagnata da alcune parole del suo brano Se non ci fosse la rabbia: "Non voglio unione / Voglio divisione / Combatto con chi ha / La mia stessa missione". Dal Festival del Cinema di Roma ha parlato Ghali: "Usiamo il tempo per parlare di chi sta manifestando pacificamente, perché è la vera cosa. Non distraiamoci".
Fedez e la riflessione postata sui social -
Va controcorrente Fedez, Federico Lucia, che sulla pagina Pulp Podcast ha pubblicato una lunga riflessione, con cui sembra voler smascherare l'ipocrisia dei suoi colleghi artisti e rapper: "Tanti artisti si sono espressi in questi giorni sulle vandalizzazioni di Milano, soprattutto dal mondo del rap. L'opinione è univoca: bravi ragazzi, rompete l'ingranaggio. Vedo anche artisti e personaggi pubblici che celebrano la protesta, ci si uniscono come se ne facessero parte, senza rendersi conto che esposti in quelle vetrine ci sono anche loro. A promuovere quella idea di vita e di successo ci siamo noi. Siamo noi che andiamo alle sfilate, postiamo gli orologi di lusso, i viaggi e i vestiti. Alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton e voi, dall'altra parte della vetrina, non vi accorgerete nemmeno che ad alimentare quell'odio di classe, in parte, è stato anche lui", ha continuato.
Da Fedez è arrivato anche un invito ad aprire gli occhi: "Io vorrei che i ragazzi che manifestano sapessero questo: sia chi vi ostracizza sia chi vi utilizza come simbolo vi sta usando come pedine di un gioco in cui a perdere siete sempre voi. Non credete ai proclami, non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c'è nessun noi. È una gara a chi arraffa di più. Ora il trend è solidarizzare domani sarà l'ennesimo testo in cui vi racconteranno quant'è bello essere ricchi dopo essere stati poveri così che ve lo ricordiate bene, che loro non sono più come voi. E ve lo dice uno che ha fatto esattamente la stessa strada. Ricordatevi la verità invece: al vostro fianco non c'è nessuno".
La contro-replica di Marracash: "Due cose non mi stanno bene" -
Di fronte al polverone alzatosi nelle ultime ore, Marracash è tornato per chiarirsi. E lo ha fatto con un lungo carosello su Instagram: "Mi sono preso una vagonata di m***a. Me lo aspettavo. Un paio di cose non mi stanno bene. La prima è che non ho mai inneggiato alla violenza. Siamo tutti d'accordo a condannarla. Un'altra cosa che non tollero è il più stupido fra i commenti, la retorica del 'tu hai i soldi, non puoi parlare', si legge.
Il rapper della Barona ha poi aggiunto: "Aver fatto i soldi non cancella più di metà della mia vita e soprattutto non mi impedisce di desiderare un mondo più equo e più giusto per tutti, né di lottare per questo". Oltre allo sfogo personale, ci sono anche nuovi pensieri riferiti alla crisi sociale: "Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in un centro? Ognuno darà la sua risposta ai motivi di questo fallimento".