Con il 90%% di riempimento, oltre 15 punti percentuali sopra la media dell’Unione europea, l’Italia è il Paese europeo con il maggior volume di gas già immagazzinato in vista dell’inverno. È un primato che parte da lontano, dal 1964, quando a Cortemaggiore, nel Piacentino, entrò in attività il primo sito di stoccaggio del Paese.
Oggi i siti sono 13, 12 dei quali gestiti da Snam, per una capacità pari a circa un sesto di quella dell’intera Unione europea.
Cosa sono gli stoccaggi di gas -
Gli stoccaggi sono vecchi giacimenti di gas ormai esauriti, riconvertiti in riserve. Il gas non è custodito in grandi cavità, ma in milioni di piccoli pori della roccia, sigillati da strati impermeabili: la stessa configurazione in cui il gas è rimasto per milioni di anni prima di essere estratto.
Funzionano come grandi batterie sotterranee. Nei mesi di minore consumo il gas viene immesso nei giacimenti, per essere prelevato d’inverno, quando la domanda può essere anche 3 o 4 volte superiore a quella estiva. Gli stoccaggi possono coprire potenzialmente oltre un quarto dei consumi invernali, con punte giornaliere superiori al 40% a gennaio e febbraio.
© Snam
Sessant’anni di giacimenti riconvertiti -
Dopo Cortemaggiore arrivarono Sergnano, Brugherio e Ripalta. Tra gli anni Settanta e Novanta, con la crescita dei consumi e delle importazioni, furono perforati oltre 70 nuovi pozzi e convertiti altri giacimenti, tra cui Minerbio, Fiume Treste, Sabbioncello e Settala. Nel 2015 l’entrata in esercizio di Bordolano, nel Cremonese, e di San Potito e Cotignola (Ravenna) hanno aggiunto oltre un miliardo di metri cubi.
La capacità è passata dai circa 13,9 miliardi di metri cubi del 2008 agli attuali 19 circa. Una crescita resa necessaria dal calo della produzione nazionale, che negli anni Novanta copriva il 25-30% della domanda e oggi ne vale il 4-5%. La Lombardia è la regione con più siti (cinque), che valgono circa il 42% della capacità Snam.
Un’unica regia per tutta la filiera -
In Italia trasporto, rigassificazione e stoccaggio sono gestiti da un unico operatore, Snam: una configurazione rara in Europa, ma che consente di gestire in maniera coordinata punti di ingresso, trasporto su territorio nazionale e riserve, rendendo possibili sinergie ed efficienze che aiutano il sistema a rispondere con successo anche a situazioni impreviste..
Un modello, quello italiano, che potrebbe rappresentare un esempio anche per altri Paesi europei (ancora in ritardo sul riempimento dei depositi) e che deve il suo efficiente funzionamento anche e soprattutto al puntuale raccordo fra Snam, Governo e Arera, nonché al contributo degli operatori che sul mercato – facendo leva su incentivi dedicati – hanno acquistato il gas da iniettare in deposito.