Lo studio

Le femmine guardano di più i volti rispetto ai maschi: le differenze emergono già alla nascita

La ricerca ha preso in esame 67 maschi e 63 femmine con una media di età di 33 ore. I risultati potrebbero offrire nuovi spunti per la ricerca sull'autismo e sullo sviluppo delle capacità sociali

© Istockphoto | Il sorriso è la prima reazione del neonato davanti al volto umano, a circa due mesi di età.

© Istockphoto| Il sorriso è la prima reazione del neonato davanti al volto umano, a circa due mesi di età.

Le differenze tra maschi e femmine potrebbero manifestarsi fin dalle prime ore di vita. È la conclusione di uno studio condotto da ricercatori dell'Autism Research Centre dell'Università di Cambridge, che ha osservato il comportamento di 130 neonati, 67 maschi e 63 femmine con un'età media di 33 ore, per capire come reagiscono a diversi stimoli visivi. I risultati, pubblicati di recente sulla rivista scientifica Biology of Sex Differences, indicano che le bambine tendono a dedicare più attenzione ai volti umani, mentre i bambini mostrano un interesse relativamente maggiore per oggetti non sociali.

I dati, secondo gli autori, contribuiscono al dibattito sul ruolo della biologia e dell'ambiente nello sviluppo del cervello umano e potrebbero offrire nuove indicazioni per lo studio della neurodiversità e di condizioni come l'autismo, diagnosticato più frequentemente nei maschi che nelle femmine. "Le differenze osservate non riguardano tutti i neonati maschi o tutte le femmine, ma emergono solo quando si confrontano, in media, gruppi di neonati dei due sessi", puntualizza Carrie Allison, vicedirettrice dell'Autism Research Centre e membro del team di ricerca.

Come è stato condotto l'esperimento -

  Davanti ai bambini sono stati proiettati due filmati affiancati: da una parte il volto di una persona con movimenti naturali, dall'altra una serie di sfere metalliche oscillanti, simili a quelle del pendolo di Newton. Attraverso tecniche di tracciamento dello sguardo, il team ha misurato il tempo trascorso dai neonati su ciascuno dei due stimoli. Nel complesso, sia maschi sia femmine hanno mostrato una preferenza per il volto umano. Le differenze sono emerse nella distribuzione dell'attenzione, ossia le bambine hanno dedicato una quota maggiore del tempo allo stimolo sociale rispetto ai coetanei maschi. La ricerca rappresenta una delle più ampie repliche di uno storico studio realizzato dallo stesso gruppo di Cambridge all'inizio degli anni Duemila.

Il dibattito tra biologia e ambiente -

  Il risultato riporta al centro una domanda che gli studiosi si pongono da anni: quanto contino i fattori biologici e quanto, invece, l'ambiente in cui si cresce. I neonati, coinvolti nella ricerca, sono stati osservati poco più di un giorno dopo la nascita, una scelta voluta per limitare il più possibile il peso delle esperienze successive al parto e dei condizionamenti sociali. Proprio per questo gli autori ritengono che le differenze emerse possano avere origine già durante la gravidanza, attraverso fattori come la genetica, lo sviluppo del cervello o l'azione degli ormoni prenatali. I ricercatori, però, invitano alla cautela: i risultati non suggeriscono che biologia ed educazione si escludano a vicenda, ma che entrambe possano contribuire allo sviluppo individuale.

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