Il 43enne aveva il braccialetto elettronico

Terni, il marito la massacrò a martellate su un bus: donna muore dopo 5 mesi | Ora la posizione dell'uomo si aggrava

L'agguato il 9 maggio a Stroncone. Mohamed El Messaoudi aveva prima tentato di strapparle il cellulare, poi i colpi in testa

© Ansa

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È morta dopo cinque mesi la donna che era stata aggredita a martellate dal marito a bordo di un autobus nei pressi di Santa Lucia di Stroncone, in provincia di Terni. La donna, ridotta in fin di vita dal 43enne marocchino Mohamed El Messaoudi lo scorso 9 maggio, era stata immediatamente trasferita all'ospedale di Terni in gravissime condizioni. Inutili le cure disperate nelle scorse settimane, i colpi le avevano provocato danni irreversibili. El Messaoudi, che indossava il braccialetto elettronico, era stato arrestato dai carabinieri tre giorni dopo e trasferito in carcere con l'accusa di tentato femminicidio pluriaggravato, anche dalla crudeltà. Con la morte della donna, la sua posizione è destinata ad aggravarsi.

L'aggressione a bordo del bus -

 Il 9 maggio l'uomo aveva timbrato regolarmente a Terni il proprio biglietto, acquistato in un bar della zona industriale di Stroncone, sedendosi negli ultimi posti accanto a un finestrino. La moglie era salita invece a bordo qualche fermata dopo, a Santa Lucia di Stroncone, dopo aver finito di lavorare presso la famiglia dove prestava servizio come badante. Neanche il tempo di sedersi, che il marito si era alzato l'aveva afferrata per una spalla cercando di sottrarle il telefono. Pochi istanti dopo, fra le urla, la colluttazione. La conducente aveva subito fermato il bus, ma il 43enne era riuscito a estrarre il martello che aveva con sé, iniziando a colpire con violenza alla testa la moglie. Dopo essere sceso una prima volta, sarebbe pure riuscito a risalire, bloccando la chiusura delle porte, per colpire di nuovo. Poi era fuggito a piedi.

Il braccialetto elettronico e le indagini sul malfunzionamento -

 Durante la fuga, Mohamed El Messaoudi si era liberato sia dell'arma del delitto che del braccialetto elettronico, che gli era stato imposto dall'autorità giudiziaria dopo precedenti violenze nei confronti della donna. "Se anche (il braccialetto, ndr) avesse funzionato al cento per cento la signora non avrebbe avuto scampo", aveva spiegato il procuratore di Terni, Antonio Laronga. "Ci avrebbe dato l'alert quando è salita sull'autobus. Ci sarebbe stato un tempo insufficiente per le forze dell'ordine per intervenire". 

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