Difficile riuscire a scattare una fotografia nitida dei protagonisti del fine settimana di guerriglia urbana che si è appena chiuso a Milano. Ma su qualcosa sembra non esserci dubbio: degli oltre 200 ragazzi portati in Questura tra sabato e domenica, l'80% sono minorenni. Non solo, tra questi alcuni avrebbero 12, 13 anni, qualcuno addirittura 11. Dei bambini praticamente. Alcuni dei quali, come racconta il Corriere della Sera in queste ore, sarebbero stati "scortati" a casa direttamente dai genitori. "Cosa hai combinato? Sei un cogl...", avrebbe detto un papà al figlio, recuperandolo in via Torino.
Chi sono i protagonisti della guerriglia urbana a Milano -
Indossano i jeans scuri, i passamontagna, felpe scure con cappucci ma non si riesce a trovare una definizione che tenga insieme vite tanto diverse.
Tra loro ci sono i "maranza" di seconda e terza generazione, scrive il Corriere. Sono italiani, dell'Est, nordafricani. Sono giovanissimi, la piazza ai loro occhi sembra quasi un videogioco, lanciano bottiglie, oggetti e sassi contro la polizia e poi scappano. Ma anche si filmano, si abbracciano, postano sui social. A guidarli non c'è nessuna ideologia politica.
© Withub
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Arrivano da zone come Treviglio, Cernusco, Saronno, Lomazzo. Alcuni, si legge sul Corriere, hanno anche delle titubanze: "Siamo qui per protestare. Tutti protestano. Ma noi non spacchiamo niente. Però non vogliamo gli sbirri". Altri sembrano più determinati: "Spaccare significa protestare contro lo Stato che non ci vede, per tutti siamo invisibili". Altri ancora parlano di povertà: "Perché se sei povero non puoi avere niente".
Tra di loro spesso non si conoscono ma sabato 17 così come domenica 18 sono tutti "travolti" dall'onda social, hanno visto i video e sono arrivati in massa. Poi a sera tutti, o quasi, a casa. "Domani ho scuola".