La decisione di Giorgia Meloni è arrivata negli stessi minuti in cui nel cuore di Milano sciami di ragazzini davano vita a una nuova ondata di violenza, dopo una serie di confronti con Matteo Salvini e Antonio Tajani in cui sono state condivise forti preoccupazioni. La premier ha convocato un vertice a Palazzo Chigi sull'ordine pubblico, per fare il punto sulla gestione delle piazze, analizzare i report di Intelligence su un fenomeno ancora tutto da comprendere e valutare se ci sono condizioni e necessità per una nuova stretta. In particolare sui minorenni, con la consapevolezza dell'imprescindibile confronto con il Quirinale su temi simili.
Un nuovo decreto Caivano? -
La suggestione, si racconta nel centrodestra, è quella di un intervento sulla falsa riga del decreto Caivano. E FI suggerisce la convocazione di un Cdm nel capoluogo lombardo: "Quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati". Un'idea ancora da approfondire ai piani alti dell'esecutivo.
Ipotesi di una nuova stretta sui minori -
Già una stretta era arrivata a febbraio, dopo il caos al corteo per Askatasuna, con il fermo preventivo. Una misura che secondo le opposizioni non ha funzionato. E che Salvini vuole estendere ai minori, come previsto dal ddl in Senato, che contiene anche la procedibilità d'ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro, per danneggiamenti di gruppo. Il leader leghista cita anche il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e l'introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all'arresto differito.
Salvini, che ha sempre nel mirino il ritorno al Viminale dopo il voto, in visita a Milano, insisterà sulla "norma anti-maranza" e sui paletti per la cittadinanza a chi commette reati gravi. Ed invoca "maggiore libertà d'azione, nel rispetto dei codici, per le forze dell'ordine, sulla potenza degli idranti e il taser", rilanciando della cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, nonché "il potenziamento di Strade sicure". FdI si rivolge alle opposizioni per chiedere la sottoscrizione di una proposta di legge, nata dopo i disordini No Tav in Val Susa, "che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana".
Anche FI fa il punto in una riunione convocata da Antonio Tajani. Un confronto in cui è emersa la preoccupazione che il fenomeno di guerriglia urbana possa dilagare. Nonché una serie di richieste: il rafforzamento di Strade sicure, l'assunzione di nuovo personale delle forze di sicurezza e "affrontare con la massima fermezza il tema del coinvolgimento dei minori nei disordini". Per gli azzurri "occorre dotare le forze dell'ordine degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all'arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e accelerare l'iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni".
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Fonti qualificate assicurano che al momento non è previsto l'esame di bozze di decreto. Ma le ipotesi verranno messe sul tavolo a Palazzo Chigi. Se si deciderà di procedere con un provvedimento d'urgenza non è escluso che approdi nel prossimo Cdm, previsto per venerdì. In ambienti dell'esecutivo filtra che sono in corso in queste ore valutazioni anche sulla gestione delle piazze. E qualche malumore sarebbe emerso su Milano.
Chi parteciperà al vertice sulla sicurezza -
Il vertice dovrebbe precedere o seguire quello sulla Manovra previsto attorno alle 12.30 di lunedì 19 ottobre. In presenza o in videocollegamento, al tavolo con Meloni ci dovrebbero essere i vertici di Servizi e Forze dell'ordine, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (che nelle scorse ore ha avuto una riunione con il capo della Polizia e i massimi dirigenti del Viminale sui disordini a Milano), quello della Difesa Guido Crosetto e i due vicepremier. Salvini già indica una soluzione: traslare in un decreto alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza varato dal governo a metà luglio e in esame al Senato.
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