nell'intervista anche il rapporto con amanda knox

Raffaele Sollecito a "Verissimo": "Io e Alberto Stasi siamo vittime della giustizia"

A Silvia Toffanin parla della sua nuova vita dopo il caso Meredith: "Mi sento ancora prigioniero di uno stigma"

© Da video

© Da video

Dopo Amanda Knox, Raffaele Sollecito è stato ospite a "Verissimo" dove ha parlato della sua nuova vita a quasi nove anni dalla morte di Meredith Kercher a Perugia e del travagliato iter giudiziario che ne è seguito. Sollecito, assolto in via definitiva dalla Cassazione dall'accusa di omicidio, afferma di essere stato vittima di "ingiustizia" proprio come Alberto Stasi, condannato per il delitto di Garlasco. 

"Mi paragono a lui per l'ingiustizia che c'è dietro e per il fatto di non voler rispettare una sentenza di assoluzione", spiega il 42enne sottolineando che bisogna riflettere su quanto lo Stato "sia garantista o persecutorio". Poi afferma di credere assolutamente che Stasi sia innocente in quanto - sostiene - "non c'è mai stata una prova contro di lui". E sulla lettera inviata in carcere all'allora fidanzato di Chiara Poggi, per il quale oggi non è esclusa un'istanza di revisione, dice: "Ho voluto mostrare la mia vicinanza, gli inquirenti hanno avuto molto tempo per trovare le incongruenze o le falle nel racconto in nome della verità processuale ma non è mai stato trovato nulla e per me è un indicatore fortissimo del fatto che non c'è nulla".

Parlando della sua vita da uomo libero dopo 19 anni dai fatti di quel 1° novembre 2007, Raffaele Sollecito spiega che la morte di Meredith ha sconvolto completamente la sua visione del mondo. "Mi sento più libero di altri dai pregiudizi ma sostanzialmente mi sento ancora prigioniero di uno stigma che mi perseguita", afferma l'ingegnere informatico che poi sostiene come la formula di assoluzione per "mancanza di prove" abbia inficiato negativamente alimentando sospetti: "C'è stata la volontà precisa delle istituzioni stesse di ignorare la profonda ingiustizia sui miei diritti".

Sollecito ha poi parlato del rapporto con Amanda Knox, con il quale ha condiviso il lungo iter processuale. "Ci sentiamo, alcuni periodi di più altri meno, lei ha altri ritmi", dice. E sulle polemiche sorte intorno allo spettacolo comico sul caso Meredith afferma: "Ho criticato il titolo ma non conosco lo spettacolo, sono convinto che sia rispettoso nei confronti della figura di Meredith e del rapporto che c'è stato tra lei e Amanda".