La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, confermano fonti di Palazzo Chigi, non intende firmare il Dpcm per sbloccare gli aumenti di stipendio dei magistrati, previsti in base ad alcune sentenze del Consiglio di Stato, che ammonterebbero complessivamente a circa un miliardo. Il Dpb varato dal governo prevede per il 2027 un fondo sentenze, una tantum, dal valore di 1,9 miliardi di euro (0,08% del Pil), la maggior parte dei quali dovrebbe essere destinata, come rivelato nei giorni scorsi dal Sole 24 ore, proprio agli adeguamenti per i magistrati. Per Meloni, spiegano le stesse fonti, si tratta di una cifra circa dieci volte superiore a quella che il governo sta cercando per dare risposte ai problemi del settore autotrasporto, che rischiano di bloccare la consegna di merci in tutta Italia. La premier, comunque, fa sapere di essere pronta ad ascoltare i rappresentanti dell'Anm, nella convinzione che "la gran parte dei magistrati comprenda la situazione e le priorità del momento".
La reazione dell'Anm: "Se premier non firma su stipendi faremo valere i nostri diritti come tutti" -
"Il governo decide, ma se ci sono dei margini faremo un ricorso. Utilizzeremo gli strumenti che l'ordinamento ci riconosce per far valere i nostri diritti, che sono gli stessi diritti degli altri cittadini: dunque eventualmente valuteremo il ricorso". Così il vice segretario dell'Anm, Stefano Celli, in merito alla notizia secondo cui la premier Meloni non intenderebbe firmare il Dpcm per sbloccare gli aumenti di stipendio dei magistrati, previsti in base ad alcune sentenze del Consiglio di Stato.