e fa un nome

Avvelenate dalla ricina, Gianni Di Vita al pm: "Sì, ho tradito mia moglie"

"Non ho mai creduto di essere il bersaglio", parola dell'ex sindaco di Pietracatella, marito e padre delle due vittime

© Ansa

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"Sì, ho tradito mia moglie", avrebbe ammesso al pm Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara, decedute a fine dicembre 2026 per avvelenamento da ricina. A rivelarlo è Il Corriere della Sera, che precisa: "Un'ammissione che Di Vita ha reso con difficoltà, dopo diverse audizioni", aggiungendo anche che l'ex sindaco di Pietracatella (Campobasso) "fa pure il nome dell'amante, ma solo perché la domanda degli inquirenti è netta". Si tratterebbe di una donna "sposata con un uomo ripetutamente interrogato". Qualche giorno fa, fermato all'uscita del cimitero, Di Vita, sempre a Il Corriere, aveva detto: "Non ho mai pensato di essere il bersaglio". Intanto, prosegue l'inchiesta sul giallo della ricina, che resta senza indagati.

"Mai creduto di essere bersaglio" -

 "Non ho mai creduto che volessero uccidermi", aveva già detto l'ex sindaco in alcune frasi riportate da Il Corriere della Sera. "Così come - aveva aggiunto - non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie". Infine, rispondendo all'inviato del giornale che lo aveva incontrato al cimitero del paese, sull'inchiesta in corso, Di Vita non si era sbottonato: "Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo".

La sparizione del pc della scuola -

 Un notebook, in particolare, finisce sotto i riflettori degli investigatori al termine dell'ultima giornata di perquisizioni nelle scuole molisane disposte dalla procura di Larino che indaga sul giallo di Pietracatella.

A differenza degli altri istituti ispezionati in precedenza, al Liceo delle Scienze Umane di Casacalenda gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno acquisito i dati di un singolo computer portatile, si tratterebbe del pc in uso proprio a Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita che in questa scuola insegna. Per il resto, nelle quattro ore della perquisizione, durata dalle 9 alle 13, gli investigatori hanno lavorato per verificare l'eventuale presenza di tracce della ricerca di ricina. Anche stavolta non è stato necessario acquisire i dati dei singoli pc (fatta eccezione per quello in uso a Laura Di Vita) ma solo quelli del server al quale sono tutti collegati.

Su quest'ultima perquisizione c'è però un piccolo giallo. Dal plesso scolastico di Casacalenda tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo sono stati rubati sette computer. L'ispezione informatica delle ultime ore, dunque, non ha potuto riguardare tutti i pc che sono stati attivi nella scuola nell'ultimo anno proprio perché alcuni di questi sono stati sottratti da ignoti. Sul furto hanno indagato nei mesi scorsi i carabinieri ai quali la scuola aveva presentato denuncia.

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