giovanissimi e apolitici, senza slogan né leader

Milano a ferro e fuoco, maranza e minori insieme: ecco chi sono i "casseur" di piazza Duomo

Giovanissimi di seconda e terza generazione richiamati via chat dall'hinterland e da altre città, per destabilizzare la piazza, provocare la polizia e "spaccare tutto". E online è scattata la caccia ai devastatori

Voleva essere la manifestazione nazionale contro il caro vita, il costo della benzina e la pressione fiscale. Ma si è trasformata in guerriglia urbana. In particolare a Milano, dove si erano riuniti in 5mila per protestare contro il carovita, il caro benzina, gli stipendi bassi, la crisi abitativa e lo stato della sanità e della scuola pubblica, il centro è stato ridotto a un campo di battaglia, con piazza Duomo assediata da centinaia di minori vestiti di nero, che hanno costretto la polizia ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie, fino ad occupare il luogo simbolo della città. Ma chi sono questi casseur milanesi? Maranza e italiani insieme, minorenni, riuniti via chat da hinterland e altre città limitrofe, apolitici, senza un leader, ma con unico obiettivo: spaccare tutto. E documentare tutto con i selfie davanti all'auto dei carabinieri in fiamme e alle vetrine in frantumi. Il giorno dopo, con la conta dei danni, la citò si lecca le ferite con il montare delle polemiche politiche, mentre scatta anche la vendetta contro i fermati.

La violenza dei minori in piazza Duomo -

 Nessuna siglia. Un mezzo slogan. "Devono andare tutti a fan... Il governo, gli sbirri, i ricchi di Milano, sono tutti delle m...". È in questa frase distruttiva che si concentra la summa di una rabbia che ha accompagnato tutto il susseguirsi di tafferugli e poi di scontri in centro a Milano. Con ragazzini e ragazzine a cavallo della maggiore età che non hanno esitato a caricare le forze dell'ordine in tenuta antisommossa e a resistere alle cariche e ai lacrimogeni. Sempre secondo la polizia, queste orde di giovanissimi inferociti - tanti di origine straniera ma altrettanti italianissimi - sono arrivati auto-organizzandosi dalle periferie, dall'hinterland ma anche da altre province. Senza coordinamento e in piccoli gruppi.

E poi sassaiole, bombe carta, cariche, idranti, lacrimogeni e barricate hanno lasciato dietro di sé un corollario, ancora da contabilizzare in via definitiva, di arresti, di denunce, di danni e di feriti. Solo a Milano, almeno quattro feriti tra gli agenti e 20 tra i manifestanti e oltre 50 i giovani fermati. La metà di loro sono minorenni. Molti non si conoscono tra loro e raccontano di essersi trovati in piazza per caso. Per i fermati è stato già attivato un hub legale per assisterli. L'iniziativa è stata lanciata sui social dal centro sociale Lambretta e dal collettivo studentesco Deriva, che forniscono ai fermati un contatto mail per essere messi in contatto con un legale. L'invito è "Condividi e fai girare, perché chi è stato fermato deve sapere a chi rivolgersi. Nessuno verrà lasciato solo! Tutti liberi, tutte libere!".

Ma chi ha scatenato l'interno a Milano? -

 Secondo la polizia, le centinaia di ragazzi inferociti - tanti di origine straniera, giovani di seconda o terza generazione, ma altrettanti italianissimi di nascita e di famiglia - sono arrivati auto-organizzandosi dalle periferie, dall'hinterland ma anche da altre province. Senza coordinamento e in piccoli gruppi. Quel che è certo è che hanno preso il sopravvento sulla manifestazione principale, organizzata da "Italia in piazza" per protestare contro il caro-vita e il caro-carburanti, mettendo a ferro e fuoco la città e costringendo la polizia prima ad arretrare in attesa di rinforzi, per poi circondare piazza Duomo con una ventina tra cellulari e jeep del reparto mobili. Azioni violentissime e improvvise. Per "spaccare tutto", sul modello delle
manifestazioni in Francia: nessuna regola, nessun leader.

Vestiti di nero e spesso a volto coperto, hanno ingaggiato una fitta sassaiola e lanciato bombe carta, petardi, fumogeni, transenne, dato fuoco a cestini e divelto segnali stradali. Le forze dell'ordine hanno risposto ai ripetuti assalti con cariche di alleggerimento, usando gas lacrimogeni ma anche gli idranti. La piazza è stata fatta evacuare ma i manifestanti sono tornati in massa per riprendere la battaglia. Il look dei "maranza"? "Un po' periferia parigina, un po' trapper, un po' calciatore milionario", è il profilo che si legge su Il Corriere della Sera.

I selfie davanti alla devastazione urbana -

 Ovunque cestini dati alle fiamme e immondizia, ovunque vetri rotti e pietre che sono state lanciate contro gli agenti. Un'auto dei carabinieri è stata completamente devastata. Presi d'assalto negozi sportivi in corso Vittorio Emanuele, nel quale sono state fatte razzie e sottratte delle scarpe che erano in esposizione. Così, mentre le forze mentre le forze dell'ordine presidiavano l'area degli scontri e l'Amsa, l'azienda di igiene urbana, ripuliva la zona, moltissimi giovani scattavano selfie davanti all'auto dei carabinieri distrutta e davanti ai cestini dati alle fiamme o alle barricate improvvisate.

"Abbiamo capito che sarebbe finita male quando in via Broletto gli organizzatori hanno ammesso che non riuscivano a gestire i ragazzini vestiti di nero", ha affermato un funzionario che preferisce restare anonimo, presente agli scontri in zona Cordusio. "Ma chi gli ha dato piazza del Duomo a Milano e piazza San Marco a Venezia che di solito sono offlimits? - gli fa eco un collega - di sabato pomeriggio poi". "Non avevo mai visto una cosa del genere, - è stato, invece, il commento di un turista svedese. - Ma sono tutti ragazzini!". Anche alcuni dei partecipanti sono stati colti di sorpresa. "Io non ero venuto qui per questo", dice una studentessa sconsolata e ferita.

Scene di guerra. E ancora in serata un gruppo ha circondato una volante della polizia ma è stato bloccato e fermato. Al termine di una giornata di guerriglia, restano le piazze ferite, le vetrine distrutte, i tavolini dei bar divelti, l'immagine del falò in piazza Duomo. E la conta dei danni ancora tutta da fare dopo le devastazioni in piazza Duomo, a San Babila e nelle strade centrali della città.

La conta dei danni -

 Troppo presto anche solo per una stima dei danni. "La violenza non può mai essere una forma di manifestazione. Va condannato con fermezza quanto accaduto nel centro di Milano e gli attacchi alle forze dell'ordine", scrive sulle sue pagine social il segretario generale della Confcommercio di Milano Marco Barbieri. "La nostra solidarietà alle forze dell'ordine, alle persone ferite e agli imprenditori che hanno subito danni", conclude.

Minacce online ai giovani fermati a Milano: "Vi prenderemo uno per uno" -

 La violenza non sembra finita nella giornata di Milano, ma continua e si propaga online. "Ai figli di p...a musulmani che hanno distrutto Milano... molti sappiamo chi sono, nome, cognome e indirizzo, Vi prenderemo uno per uno a partire dai genitori per proseguire con voi": è la minaccia condivisa online dalla pagina "Cori beceri 4.0", seguita su Instagram da oltre 20mila follower. La pagina pubblica un elenco di nomi, cognomi e indirizzi, invitando a contribuire all'elenco. In una storia successiva si legge "Stiamo andando a parlare in modo molto democratico alle m...e che abitano ad Affori e Comasina", invitando i follower a unirsi. "Probabilmente - la chiusa della storia - arriverà la polizia, quindi niente armi, niente lame, bastano le mani in caso di difesa".

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