Cooper School di Bicester

"Non siamo scolarette sexy": la rivolta delle ragazze inglesi contro il porno in uniforme scolastica

Un gruppo di adolescenti dell'Oxfordshire ha lanciato una petizione per chiedere al governo britannico di vietare l'uso delle uniformi scolastiche nei contenuti pornografici: "Siamo studentesse, e soprattutto siamo bambine"

di Emanuela Griglié
© Da video

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"Non siamo scolarette sexy. Non siamo oggetti. Siamo studentesse e, cosa ancora più importante, siamo bambine”. Lo dicono un gruppo - agguerrito - di adolescenti dell’Oxfordshire, esasperate dal fatto che le uniformi femminili scolastiche siano troppo spesso associate a immagini sexy, tanto da aver ufficialmente chiesto al governo britannico di vietare l’uso delle uniformi scolastiche nella pornografia. E il problema è anche più diffuso, infatti la sessualizzazione delle divise non è più solo una questione che riguarda il porno ma è ormai quasi sdoganata, diventando parte del comune immaginario pop. Basta pensare a serie tv si successo come Gossip Girl o al classicone di Britney  Speras "One more time". E lo sa altrettanto bene chi si sia trovato mai trovato a cercare un costume di Halloween (che ormai in Italia è il nuovo Carnevale) per una bambina: Mercoledì Addams, la Sposa Cadavere e, con qualche imbarazzo, la scolaretta con gonnellino e pieghe e cravattino. 

La petizione -

  Le studentesse della Cooper School di Bicester hanno deciso che è ora di fare qualcosa e così hanno lanciato una petizione sostenendo che i contenuti per adulti in cui compaiono uniformi scolastiche sono "un chiaro esempio di materiale che sessualizza bambini e giovani". La petizione ha raccolto finora oltre 26.000 firme e le studentesse hanno anche scritto al primo ministro, Andy Burnham, chiedendo un cambiamento reale.

"Penso che l’idea dell’uniforme scolastica debba essere bella, perché è pensata per rappresentare una comunità", ha affermato la quindicenne Aylin intervistata dalla Bbc, "ma credo che sia stata infangata e distorta dalla sessualizzazione". Amy fa parte del Little Feminist Book Club della scuola, i cui membri hanno lanciato la campagna, sostenendo che l’uniforme scolastica viene utilizzata nella pornografia per "evocare l’infanzia e la giovinezza di studenti in età scolare". Willow, 14 anni, ha raccontato che non indossa l’uniforme in pubblico se può evitarlo: "Torno a casa e mi cambio, perché mi sento vulnerabile". La sua coetanea, la quindicenne Mae, è d’accordo e afferma sempre alla Bbc di non sentirsi a proprio agio a camminare per strada in uniforme per “paura”. Rose, 15 anni, sostiene che la questione vada oltre i contenuti per adulti, sottolineando “il modo in cui i media e la società hanno rappresentato le uniformi scolastiche”.

Mae ricorda di aver visto, all’età di 12 anni, una serie televisiva in cui una donna sulla trentina indossava un "sexy completo da studentessa cattolica" per fare colpo su un uomo. "Era un riferimento al sesso e ho pensato tra me e me: domani indosserò un’uniforme proprio come quella e crederò che sia qualcosa che rende le persone sexy".  Da quando è stata lanciata la petizione, Mae ha testimonianze da “centinaia e centinaia” di donne che hanno condiviso le proprie esperienze dichiarando di non essere “mai state così sessualizzate” come quando indossavano l’uniforme scolastica.

Secondo l’organizzazione benefica per l’infanzia Plan International UK, un sondaggio del 2018 condotto su 1.004 ragazze nel Regno Unito ha rilevato che il 35 per cento delle ragazze di età compresa tra i 14 e i 21 anni ha dichiarato di aver subito attenzioni sessuali indesiderate mentre indossava l’uniforme scolastica in pubblico.

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