In collegamento con "Dentro la Notizia" parla un'amica dei coniugi, Pier Ferdinando Casari e Vincenza Giannini, trovati uccisi e decapitati nella loro casa a Mirandola, in provincia di Modena, e per cui è stato fermato il figlio Daniele Tavoni perché principale sospettato. "C'erano spesso delle liti fra di loro, soprattutto con il papà adottivo perché voleva che questo figlio andasse fuori casa per farsi la sua vita" spiega Marisa amica di vecchia data della signora Vincenza Giannini.
"Daniele è sposato e ha un figlio, e i genitori pretendevano che avesse una casa sua. Il papà, seppur adottivo, lo aveva cresciuto - prosegue la donna - Daniele è sempre stato affettuoso, anche con me. Ai genitori chiedeva soldi e la madre glie ne dava perché lui faticava a trovare un lavoro, diciamo che dove lo mettevano lui non ci stava. Sua madre gliele dava tutte vinte, era il suo unico figlio".
A parlare ai microfoni di "Dentro la Notizia" è anche l'altro figlio di Pier Ferdinando Casari: "È molto difficile da accettare, sono quelle cose che ti piovono addosso e che non ti aspetti. Daniele negli ultimi due anni non c'era più con la testa, se si accertasse la sua colpevolezza mi verrebbe da dire che è tutta colpa della società perché le persone malate di testa vanno aiutate".