L’apertura

Deisa Ebano festeggia il suo centenario e inaugura il museo nella fabbrica a Bologna

"Creare un museo dentro la fabbrica significa affermare che la nostra storia è una parte del lavoro di ogni giorno", ha detto il presidente Luca Rossi

© Deisa Ebano

© Deisa Ebano

Deisa Ebano - storica azienda bolognese specializzata nella cura della calzatura e dei pellami, nella linea cosmetica per la casa e negli insetticidi - celebra il suo centenario e in questa occasione ha inaugurato, oggi 16 ottobre, il Museo DEISA Ebano. Allestito all’interno della sede di Bologna, il progetto è nato grazie alla collaborazione con la storica dell’arte Francesca Sinigaglia: è stata lei a curare l’allestimento e il catalogo fondativo del museo. Con oltre trecento bozzetti, disegni originali, manifesti di grande formato, fotografie, progetti di vetrine, prototipi, macchinari d’epoca e strumenti produttivi, il museo rappresenta una galleria del Novecento italiano. 

“Cento anni di Made in Italy” -

“Creare un museo dentro la fabbrica significa affermare che la nostra storia non è un ricordo, ma una parte del lavoro di ogni giorno”, ha detto Luca Rossi, presidente di DEISA Ebano. “Cento anni di Made in Italy si misurano nella longevità e nella qualità dei prodotti, ma anche nel modo in cui un’azienda ha saputo interpretare i cambiamenti della società, coniugando tecniche antiche e sguardo al futuro. Crediamo che condividere il nostro patrimonio industriale e culturale con la città, e con tutto il Paese, sia il modo più giusto per celebrare il nostro Centenario”. 

“La vocazione di un’impresa di famiglia” -

 “In questo museo raccontiamo la vocazione di un’impresa di famiglia, che ha accompagnato l’immaginario degli italiani. Un’azienda che ha saputo e voluto parlare con il linguaggio dell’arte, per esprimere artigianalità, responsabilità e cura”, ha spiegato Maddalena Rossi, direttrice commerciale e Marketing di DEISA Ebano. “Insieme a tutti i nostri dipendenti, abbiamo fatto tanta strada. Ci auguriamo di percorrerne ancora molta in futuro, con strategie nuove e con la promessa di conservare e valorizzare un’eredità creativa, fatta d’identità e prestigio, che oggi consideriamo un patrimonio di tutti”.