proposta di legge in Campania

Stavolta il reddito è di... restanza: che cos'è e a cosa serve

Presentati incentivi per chi, in Campania, tra i 18 e i 45 anni, sceglie di non abbandonare il proprio piccolo comune, salvandolo dallo spopolamento e impegnandosi in attività utili alla comunità tutta

© Istockphoto

© Istockphoto

Partenza o... restanza, questo è il dilemma che attanaglia i giovani italiani e in cerca di fortuna e stabilità nella vita. Per chi sceglie la seconda possibilità in Campania potrebbe presto arrivare un incentivo: mille euro di "reddito di restanza" per due anni. E' la proposta di legge avanzata dal consigliere regionale campano Raffaele Aveta (M5S), che intende premiare la decisione di rimanere a vivere, lavorare e investire nel proprio piccolo comune, facendo sempre qualcosa di utile per la comunità. Ma prima di entrare nel dettaglio della misura economica proposta, partiamo dalla parola "restanza".

Il termine "restanza": origine e significato -

 L'Accademia della Crusca annovera la parola "restanza" con la seguente definizione: "L'atteggiamento di chi, nonostante le difficoltà e sulla spinta del desiderio, resta nella propria terra d’origine, con intenti propositivi e iniziative di rinnovamento". Il sostantivo deriva dal participio presente del verbo restare, "restante", al quale viene aggiunto il suffisso -(z)a dei nomi di qualità (come in militanza, predominanza...).

Etimologicamente si riscontra il probabile influsso del francese "restance" (da résistance), parola attribuita al filosofo francese Jacques Derrida nel significato di "resistenza psicoanalitica" (in Résistances de la psychanalyse, 1999). La sua prima attestazione, sempre secondo l'Accademia della Crusca, risale al 2011, all'interno del saggio dell'antropologo calabrese Vito Teti, "Pietre di pane. Un'antropologia del restare". Successivamente, nel 2017 entra a pieno titolo nel Dizionario dei neologismi Treccani e si afferma tra il 2018 e il 2021 come accezione opposta a "partenza", indicando proprio l'ostinazione di chi decide di rimanere. 

Che cos'è il reddito di restanza? -

 La proposta di legge n. 78 del 12 ottobre per iniziativa del consigliere campano Raffaele Aveta affronta il tema: "Misure di contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne della Campania". Ed è rivolta ai giovani dai 18 ai 45 anni, con la finalità, come si legge nel documento, anche di "favorire la permanenza e il ritorno dei giovani e generare attività, servizi e opportunità di lavoro a beneficio delle comunità locali, attraverso un sostegno al reddito connesso alla realizzazione di progetti sul territorio".

In concreto, sempre stando al documento, "le misure prevedono un sostegno economico alla persona e si articolano in due percorsi di restanza attiva: un percorso di comunità, per la realizzazione di progetti di utilità locale; un percorso d’impresa, per l’avvio o il subentro in attività economiche".

In soldoni, entrando nello specifico, "il percorso di comunità sostiene progetti di utilità sociale, culturale, educativa, ambientale o territoriale, rispondenti ai fabbisogni delle comunità locali e realizzati autonomamente dai beneficiari, anche attraverso iniziative di innovazione digitale". E in questo caso "il sostegno è erogato per un periodo massimo di ventiquattro mesi, non rinnovabile, nella misura di euro mille mensili per beneficiario, costante per tutta la durata".

Nel secondo caso, invece, "il sostegno è erogato mensilmente per un periodo massimo di diciotto mesi, non rinnovabile, nella misura di euro 800,00 mensili per beneficiario. I redditi derivanti dall’attività intrapresa non comportano la riduzione o la cessazione del sostegno". Inoltre, "per ciascun progetto d'impresa ammesso è concesso, nei limiti delle risorse disponibili, un contributo alle spese necessarie all’avvio o al subentro nell’attività, fino a un importo massimo di euro 25mila per progetto, commisurato ai costi secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla Giunta regionale".

Chi ne beneficia? -

 La misura, secondo la proposta firmata da Aneta, riguarda i Comuni sotto i 2mila abitanti che abbiano almeno uno di questi requisiti: rientrare nelle aree progetto campane della Strategia nazionale aree interne, essere classificati dalla Snai (Strategia Nazionale per le Aree Interne) come periferici o ultraperiferici, compresi quelli costieri, essere montani per legge statale, appartenere a Comunità montane o Unioni di comuni montani. In alternativa sarà la giunta a individuarli sulla base di calo demografico, fuga dei giovani, invecchiamento e difficoltà di accesso ai servizi, sugli ultimi dati Istat". 

Ti potrebbe interessare