Sono in arrivo fino a 100mila euro a testa per i magistrati con la prossima legge di bilancio. A riportarlo è il Sole 24 Ore che ha ricostruito chi sono i principali beneficiari del fondo sentenze da 1,9 miliardi previsto nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio. Importo molto alto che, però, sarà corrisposto per intero una tantum: i 970 milioni che dovrebbero entrare nelle tasche delle quasi 11mila toghe in servizio in Italia sono il totale degli arretrati - oltre 70mila euro lordi a testa -, da erogare una sola volta, e i circa 20mila euro di aumento di retribuzione che, invece, arriveranno in busta paga in maniera strutturale, con gli stipendi futuri. L'importo dovrebbe variare in base all'anzianità: più sono gli anni di servizio, più alto sarà il guadagno. Le cifre più robuste saranno indirizzate ai 10.638 magistrati che erano già in servizio nel 2018.
Secondo l'articolo del quotidiano economico, i decreti che adeguano le retribuzioni per gli anni dal 2018 al 2023 sarebbero pronti, a seguito di un gruppo di sentenze al Consiglio di Stato. Restano in bilico, per ora, gli aumenti 2024/2026. Il punto più critico è che i fondi saranno pescati da quelli stanziati dalla legge di bilancio: davanti a un doppio livello di sentenze, per il governo potrebbe non esserci modo di evitare di saldare il conto con il passato. Questo aspetto potrebbe avere delle forti ripercussioni politiche: la scelta (praticamente obbligata) di pagare arretrati e aumenti ai magistrati è destinato a provocare non poco scontento. I soldi che dovrebbero andare alle toghe, infatti, verranno stanziati con quella stessa manovra che, per assenza di risorse, ha dovuto fare marcia indietro sul taglio dell'Irpef per il ceto medio e sulla detassazione delle tredicesime. E che sta provando faticosamente a intervenire contro il caro bollette.