Financialounge.com

A “Piacenza-Milano, la rotta dell’economia” con Guidesi e Colla si parla di favorire la collaborazione tra territori

A Palazzo Mezzanotte il secondo appuntamento di “Piacenza-Milano, la rotta dell’economia”, promosso da Gruppo Libertà, Financialounge.com e Confindustria Piacenza. L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi e il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla: rilanciare la produttività per sostenere la crescita delle imprese

 | WhatsApp Image 2026-10-16 at 11.49.39 (1)

Dopo la prima tappa di Piacenza, il dialogo tra economia reale e finanza è approdato nel cuore di Piazza Affari. A Palazzo Mezzanotte si è svolto il secondo appuntamento di “Piacenza-Milano, la rotta dell’economia”, iniziativa promossa da Gruppo Libertà, Financialounge.com e Confindustria Piacenza con l’obiettivo di mettere in contatto imprese, investitori, operatori finanziari e istituzioni. Il filo conduttore della giornata è stato uno: per crescere, innovare e affrontare passaggi generazionali o acquisizioni, le aziende devono ampliare il ventaglio delle fonti di finanziamento e guardare sempre di più anche ai mercati dei capitali.

DAL CREDITO AI MERCATI DEI CAPITALI
Se nel primo appuntamento del 2 ottobre a Piacenza il confronto si era concentrato soprattutto sul rapporto tra imprese e sistema bancario, a Milano il baricentro si è spostato verso strumenti come quotazione, equity, private equity e operazioni straordinarie. Un passaggio particolarmente importante per il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, storicamente molto dipendente dal credito bancario.L’accesso alla Borsa può rappresentare una leva per raccogliere capitale, finanziare nuovi investimenti e rafforzare la struttura patrimoniale. Ma richiede anche un cambio di passo sul fronte della governance, della trasparenza e della capacità di comunicare una strategia industriale credibile al mercato. È proprio su questo terreno che si è sviluppato il confronto tra imprenditori e operatori finanziari.

QUOTARSI NON È SOLO RACCOGLIERE CAPITALE
Uno dei messaggi emersi dal dibattito è che la quotazione non deve essere letta soltanto come uno strumento per reperire nuove risorse. L’ingresso sul mercato può accelerare la trasformazione manageriale dell’impresa, facilitare operazioni di crescita per linee esterne e aumentare la visibilità nei confronti di clienti, investitori e partner internazionali.Allo stesso tempo, la scelta richiede dimensioni, organizzazione e obiettivi coerenti. Per molte Pmi la Borsa non è necessariamente il primo passo, ma può diventare il punto di arrivo di un percorso di rafforzamento che passa prima da una maggiore patrimonializzazione e dall’apertura del capitale a investitori professionali.

PRIVATE EQUITY E M&A PER CRESCERE DI DIMENSIONE
Ampio spazio è stato dedicato anche al private equity e alle operazioni di fusione e acquisizione. In un sistema produttivo caratterizzato ancora da una forte frammentazione, il capitale privato può accompagnare le aziende nei processi di consolidamento, internazionalizzazione e passaggio generazionale.Il tema riguarda in particolare le imprese familiari, che rappresentano una componente centrale del tessuto produttivo italiano e che sempre più spesso devono affrontare contemporaneamente la necessità di crescere e quella di preservare competenze, identità e controllo. In questo contesto, il capitale esterno può diventare non soltanto una fonte di finanziamento, ma anche uno strumento per introdurre nuove competenze manageriali e accelerare la crescita dimensionale.

IL CONFRONTO TRA DUE TERRITORI
L’incontro ha messo a confronto anche due realtà economiche differenti ma complementari. Piacenza porta con sé un tessuto industriale fatto di imprese manifatturiere e Pmi, mentre Milano concentra una quota rilevante dell’ecosistema finanziario italiano, dagli investitori istituzionali alle banche d’affari fino agli operatori dei mercati dei capitali. Al tavolo erano attesi, tra gli altri, Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Stefano Lovati di Allianz Bank FA e Allianz Investitori SGR, oltre a Emanuele Vizzini, Maddalena Martini, Federico Ghizzoni e Michele Lucioni.“La centralizzazione è il nemico dello sviluppo economico”, ha spiegato l’assessore lombardo Guido Guidesi. “Cercare di collaborare e cercare di agire con le qualità che le aziende già possiedono, con filiere che si completano anche oltre i confini regionali”, diventa una delle sfide da vincere. “In pochi chilometri c’è tutto quello di cui c'è bisogno a livello di competitività”. Per Vincenzo Colla, lo scenario è inedito. “Dobbiamo abituarci a una nuova complessità perché è saltata la piattaforma della democrazia liberale”, ha aggiunto nel corso della tavola rotonda. “Quando l’inflazione va sopra il 2% diventa una tassa”. Ricordando poi come l’intelligenza artificiale debba essere utilizzata per far fronte alla diminuzione della forza lavoro, dovuta al progressivo invecchiamento della popolazione.

LA SFIDA È PORTARE PIÙ IMPRESE VERSO IL MERCATO
Il nodo di fondo resta la capacità di trasformare il confronto tra imprese e finanza in operazioni concrete. Per molte aziende italiane, soprattutto di piccole e medie dimensioni, il problema non è soltanto trovare capitali, ma capire quale strumento sia più adatto alla fase di sviluppo: credito, private equity, minibond, ingresso di nuovi soci o quotazione.È su questa scelta che si gioca una parte importante della competitività futura. L’appuntamento di Palazzo Mezzanotte ha indicato una direzione precisa: avvicinare sempre di più economia reale e mercato dei capitali, facendo sì che la crescita delle imprese non dipenda da un’unica fonte di finanziamento.La tappa milanese chiude così il percorso iniziato a Piacenza, ma lascia aperto il tema centrale: creare un collegamento stabile tra territori produttivi e capitale finanziario, perché la crescita dimensionale delle imprese italiane passa sempre di più dalla capacità di attrarre risorse, competenze e investitori.