L'allarme Sars sta contagiando un po' tutti. Tanto che a Milano è stato deciso di sequestrare un grosso quantitativo di giocattoli provenienti dalla Cina dopo che si è diffusa la voce che il virus misterioso potesse diffondersi anche attraverso gli oggetti. La polizia municipale ha requisito ben tremila balocchi in una rivendita-deposito nel quartiere cinese della città. Si tratta solo di un provvedimento a scopo precauzionale.
Gli agenti della polizia municipale hanno così concentrato la loro attenzione su un deposito di via Niccolini 24 al cui interno sono stati sequestrati 3.080 giocattoli per bambini da zero a cinque anni. Tutti gli agenti hanno operato con mascherine e guanti e il materiale sequestrato dovrebbe essere avviato a distruzione. Il titolare della rivendita, un cinese, è stato denunciato per il mancato rispetto della normativa Cee sui giocattoli.
"Ci siamo concentrati solo su questa rivendita - ha spiegato un funzionario - perché sapevamo che gli altri magazzini avevano materiale stoccato da più di sei mesi e che quindi non poteva essere considerato a rischio".
La polizia municipale, nel solo quartiere cinese, in meno di due anni ha sequestrato circa 80 mila giocattoli. Motivo dei sequestri è, secondo quanto spiegato, la pericolosità degli oggetti: molti hanno pezzi staccabili, non adatti a bambini piccoli, altri perdono pelo in modo antigienico, altri sono colorati con sostante tossiche o fatti di materiale non a norma Cee.
"E' a tutti noto che la Sars si trasmette per via respiratoria solo attraverso stretti contatti tra le persone malate e quelle sane", scrive l'associazione di categoria. "E' a tutti noto - prosegue - che il batterio o il virus quale è quello che determina la malattia resiste fuori da un organismo al massimo qualche ora, e che questo batterio o virus non permane durante il trasporto delle merci, come ci conferma anche il ministero della salute da noi interpellato".