Portare al centro della comunicazione il valore della carne bovina di Fassone di razza Piemontese, mettendone in evidenza la qualità e rispondendo alle esigenze dei consumatori: è su questa prospettiva che opera “EU Beef, Pure Quality”, progetto europeo a cui partecipa il Consorzio Sigillo Italiano. L’idea è quella di valorizzare e far conoscere le produzioni certificate, tra cui appunto la carne bovina di Fassone di razza Piemontese certificata SQNZ, mettendo in risalto l’interno percorso che porta una carne dalla stalla alla tavola.
Il lavoro quotidiano della filiera -
“Una parte enorme del lavoro svolto dall'intera filiera della carne bovina di Fassone di razza Piemontese rimane purtroppo invisibile al consumatore “, ha detto Luca Giordana, tecnico di Asprocarne Piemonte, l’Associazione che riunisce gli allevatori di questa tipologia di prodotto. “Il rispetto del Disciplinare di produzione richiede attenzione quotidiana e una documentazione puntuale, indispensabile per verificare che i requisiti previsti siano effettivamente rispettati. Nel caso della razza bovina Piemontese si è consolidata negli anni una forte collaborazione tra allevatori, tecnici e personale sanitario, che ha permesso agli operatori di acquisire familiarità con i requisiti e con le procedure di controllo”.
Le certificazioni e la tracciabilità -
Molto importanti risultano essere le certificazioni e la tracciabilità: “Quando si parla di qualità certificata non si parla soltanto di un marchio, ma di un insieme di pratiche che devono essere applicate ogni giorno in allevamento”, ha spiegato Bruno Sevega, allevatore di razza bovina Piemontese di Cervere (CN). “La qualità non nasce per caso: è il risultato di un lavoro quotidiano che parte dalla genetica, passa attraverso il benessere animale, l'alimentazione, la sostenibilità e arriva fino al consumatore”. La tracciabilità inoltre consente di verificare controlli, documentazione e identificazione degli animali. “Non sono una semplice dichiarazione dell'operatore, ma sistemi regolamentati e sottoposti a precise regole”, ha messo in evidenza Paolo Trucco, vicedirettore di INOQ (Istituto Nord Ovest Qualità).