"Ho finalmente trovato il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta". Elisa presenta sui social la novità che la riguarda con parole che non lasciano spazio ad ambiguità. La cantante ha parlato di un lavoro tra i più radicali e sinceri della sua carriera: un documentario di meno di un'ora, che nasce dall'esigenza di raccontare gli stati d'animo attraversati in una fase di svolta della sua vita, vissuta, come ha precisato, più da persona che da artista.
L'anteprima alla Festa del Cinema di Roma -
Il debutto è fissato per venerdì 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Elisa sarà presente insieme al regista Ludovico Boccianti per accompagnare la prima proiezione di "Kintsugi… e sono la mia opera", il documentario che porta lo stesso titolo del suo prossimo album e del singolo che ne ha aperto la strada.
Dal 26 novembre nelle sale con tre eventi -
Dopo la passerella romana, il film uscirà nei cinema italiani da giovedì 26 novembre, con tre grandi eventi in programma. La data non è casuale: la proiezione cade nel weekend che precede l'arrivo del dodicesimo disco di inediti.
Un racconto senza filtri -
Il trailer lascia già intuire il tono dell’opera: "Sono sola" dice Elisa davanti alla macchina da presa, aggiungendo: "Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha quasi a che fare con la tenerezza". Una frase che conferma la fine del matrimonio con Andrea Rigonat e che dà la misura della vulnerabilità con cui l’artista ha scelto di mettersi in gioco.
Pensieri ad alta voce e il coraggio di ballare -
Nel film trovano spazio le nuove canzoni e le emozioni che le hanno fatte nascere. Elisa legge ad alta voce i propri pensieri, compresi quelli più intimi, scomodi e fragili. C’è poi la danza, compagna di una vita intera, che per la prima volta viene mostrata senza barriere: "Ho finalmente trovato il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta", ha confidato.
Il significato del kintsugi -
Il titolo richiama l'antica arte giapponese che ripara la ceramica rotta unendo i frammenti con lacca dorata, trasformando le crepe in elementi di valore. Una metafora perfetta per il percorso di Elisa, che si è spezzata e si è ricostruita, emergendo in una veste inedita: libera e liberata.