L’arte che piace anche ai bambini

Ravenna: hai mai fatto birdwatching tra i mosaici Patrimonio Unesco?

Un modo nuovo e inedito di esplorare i capolavori dell’arte, alla ricerca della bellezza e della biodiversità

di Raffaella Martinotti

Il modo più nuovo e inedito di esplorare Ravenna e i suoi straordinari mosaici è armarsi di binocolo e mettersi … a caccia di uccelli. Una caccia incruenta, naturalmente, ma che regala una vera gioia agli occhi e farà divertire anche i bambini. La bellezza incomparabile dei mosaici ravennati parla da sola, ma osservarli con attenzione, magari approfittando di una guida ad hoc, dischiude significati e bellezza inattesi, alcuni dei quali sono davvero curiosi. Le grandi composizioni che ornano, tessera dopo tessera, la volta di San Vitale, del Mausoleo di Galla Placidia, di Sant’Apollinare in Classe e Sant’Apollinare Nuovo, ma anche la Cappella Arcivescovile e il Battistero Neoniano, sono un vero tripudio di immagini e di colori, in cui fiori e uccelli costituiscono un soggetto privilegiato. Ogni fiore, ogni animale raffigurato non è lì per caso: da un lato è portatore di un messaggio simbolico profondo, dall’altro testimonia la straordinaria ricchezza e biodiversità della flora e della fauna che brulicavano nel territorio attorno a Ravenna e al quale artisti e mosaicisti si sono ispirati. Una ricchezza che si può scoprire anche visitando il vicino delta del Po.

LE COLOMBE DEL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA – La coppia di colombe bianche che spicca nella straordinaria decorazione di questo piccolo e incantevole mausoleo è uno dei soggetti più celebri della storia dell’arte musiva. Questi graziosi uccelli, di solito raffigurati a coppie e nell’atto di abbeverarsi, sono un simbolo universale di pace e di purezza, e latori di messaggi tra Cielo e terra. A Galla Placidia ne sono presenti quattro coppie, due delle quali raffigurate nell’atto di bere e altre due posate sul prato ai piedi degli Apostoli, ritratte vicino a specchi d'acqua o fonti. Le colombe sono presenti in tutti i diversi siti musivi ravennati: in Sant’Apollinare in Classe sono raffigurate anche colombe di colore marroncino, segno che l’uccello non ha ancora attinto all’acqua viva che simboleggia la fede e quindi non si è ancora del tutto purificato.  Per visitare il mausoleo di Galla Placidia, piccolo e molto frequentato, è bene sapere che di solito i visitatori hanno a disposizione per la visita pochi minuti soltanto dalla convalida del biglietto: meglio dunque affrettarsi sul vialetto di accesso per non perdere tempo prezioso: il tripudio di colori e di soggetti (il blu della volta che simboleggia il cielo notturno, l’oro delle stelle, il mosaico del Buon Pastore, le colombe, le finestre di alabastro) sono di una bellezza da togliere il fiato ed è bene dedicare alla loro contemplazione tutti i minuti possibili. Quando verrà il momento di uscire, non si potrà non uscire con il cuore stretto, perché tanta bellezza non può saziare la vista per quanto a lungo la si ammiri.

BASILICA DI SAN VITALE – Il viaggiatore sarà meno pressato dalla fretta, per fortuna, nel visitare la basilica di San Vitale, attigua al Mausoleo di Galla Placidia: le sue decorazioni musive sono considerate la massima espressione dell'arte bizantina in Occidente. I mosaici si concentrano nella zona dell’altare e dell’abside: oltre ai celeberrimi pannelli che raffigurano i cortei di Giustiniano (parete sinistra) e di Teodora (parete destra) e al maestoso Cristo Cosmocrator (Signore del Cosmo), situato nel catino dell'abside, c’è un vero e proprio brulicare di uccellini: ne sono stati contati in tutto ben 116, tra colombe, pavoni (simbolo di immortalità e di resurrezione), parrocchetti dal collare (una varietà di pappagalli), pavoncelle, aironi bianchi e altro ancora, concentrati nelle decorazioni dell’abside, negli spicchi e nelle strisce della volta del presbiterio; tutte queste specie nidificavano in natura nelle regioni del delta del Po (la maggior parte lo fa a tutt’oggi e può essere osservato senza difficoltà) e nelle aree un tempo paludose che circondavano Ravenna. Ad essi occorre aggiungere cinque aquile (una delle quali simboleggia l’evangelista Giovanni, mentre le altre quattro sono raffigurate nell’abside). Una così ricca presenza di uccelli, a volte accostati ad animali terrestri, vuole rappresentare la ricchezza e la varietà del Creato, ma è di certo indice della ricchezza della biodiversità che gli artisti potevano quotidianamente osservare e a cui potevano ispirarsi.

SANT’APOLLINARE NUOVO E CAPPELLA ARCIVESCOVILE – La basilica di Sant’Apollinare Nuovo è il regno delle colombe: se ne trovano ben 28 coppie presenti nel registro superiore della basilica. Qui le coppie di candidi uccelli sono posate sopra una conchiglia stilizzata e hanno una simbologia diversa rispetto a quelle di Galla Placidia, secondo un linguaggio iconografico che le collega ai Profeti e ai Dottori della Chiesa che compaiono nel ciclo sottostante. Nella volta del vestibolo della Cappella Arcivescovile, i volatili popolano un vero e proprio tappeto celeste. Le diverse specie (parrocchetti dal collare, polli sultani, germani reali, faraone, coturnici e altri ancora) costituiscono uno straordinario storno di ben 101 esemplari.

BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE – È l’unico dei monumenti UNESCO situato fuori dal centro di Ravenna, ma non si può mancare una visita. Il meraviglioso mosaico di Sant’Apollinare che orna l’abside è uno dei più belli in assoluto di Ravenna. Qui il tema naturalistico è evidente: il verde brillante del prato, su cui si trovano le 12 pecorelle che raffigurano gli Apostoli, è sormontato dal verde più scuro del giardino ornato da alberi e fiori di varie specie, e coperto dal Cielo, raffigurato da tessere dorate. Al centro il Santo e su di lui, in una mandorla blu, la Croce con i profeti ai lati. In questa meraviglia, gli uccelli si trovano nella parte intermedia, tra il cielo e la terra secondo il consueto ruolo di creature portatrici di messaggi tra il divino e l’umano. Le specie presenti sono le solite: ci sono parrocchetti dal collare, germani reali, pavoni, coturnici, colombe in volo e altri ancora. Trovarli e riconoscerli qui è un’opera da vero birdwatcher, perché si trovano un po’ dappertutto in questo giardino incantato.

MOSAICISTI PER UN GIORNO – Dopo aver ammirato tanta bellezza è impossibile non chiedersi: come si fa a creare un mosaico? E magari: ne sarei capace anch’io? Dato che in questi casi la pratica è la migliore maestra, non resta che mettersi alla prova: a Ravenna ci sono alcune botteghe che offrono corsi di apprendistato al mosaico a vari livelli, dal principiante al vero artista. Tgcom24 ha provato presso la bottega Dimensione Mosaico, nel centro città, dove si possono seguire corsi e workshop di varia durata (anche solo di un’ora), per adulti e bambini, oppure acquistare opere di grande bellezza.  Anche in questo caso, si è dischiuso un mondo. In un brevissimo intervallo di tempo abbiamo osservato come si taglia la pasta di vetro per ottenere le tessere che si utilizzano poi nella composizione, abbiamo progettato e poi realizzato una piccola opera, come si conviene ai principianti la cui manualità è tutta da affinare. Oltre alla soddisfazione di realizzare un vero mosaico con le proprie mani, è stato sorprendente constatare come la necessità di accostare queste minuscole tessere di diversi colori richieda una concentrazione assoluta e generi una pace interiore totale. Insomma, un perfetto anti stress. E se alla fine non avremo prodotto un capolavoro, non importa: avremo trascorso un’oretta di tempo davvero felice.