CAPELLI IN AUTUNNO

Caduta dei capelli in autunno: perché ne perdiamo di più e quando preoccuparsi

Con l'arrivo dell'autunno aumentano i capelli che troviamo nella spazzola e sotto la doccia. Ma la caduta stagionale esiste davvero? Le cause, i segnali da riconoscere e i rimedi che funzionano

di Silvia Trevaini
© Istockphoto

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Ogni autunno si ripete la stessa scena: più capelli sul cuscino, nella spazzola o nello scarico della doccia. E insieme ai capelli cresce spesso anche la preoccupazione. È normale perderne così tanti? Dipende dal cambio di stagione oppure è il segnale che qualcosa non va? La caduta stagionale dei capelli è un fenomeno osservato anche dalla ricerca, ma non riguarda tutti allo stesso modo e non spiega automaticamente ogni perdita abbondante. I capelli, infatti, non crescono continuamente senza interruzioni: attraversano un ciclo biologico composto da fasi di crescita, transizione e riposo, al termine delle quali il fusto viene eliminato e sostituito. Alcuni studi hanno rilevato variazioni stagionali di questo processo, con un aumento della quota di capelli in fase di riposo durante l'estate e una possibile maggiore caduta nei mesi successivi. È uno dei motivi per cui settembre, ottobre e novembre vengono spesso associati a una chioma meno folta. Ma attenzione: il cambio di stagione non è una diagnosi. Dietro una caduta persistente possono esserci stress fisici importanti, carenze nutrizionali, alterazioni della tiroide, cambiamenti ormonali o forme di alopecia che richiedono una valutazione dermatologica. Capire la differenza è il primo passo per non allarmarsi inutilmente, ma anche per non trascurare un problema reale.

Perché in autunno cadono più capelli: cosa dice la scienza -

 La spiegazione parte dal ciclo vitale del capello. La fase anagen è quella della crescita e può durare diversi anni; segue una breve fase di transizione, chiamata catagen, e poi la fase telogen, durante la quale il follicolo entra in una condizione di riposo. Successivamente il vecchio fusto viene eliminato, mentre il follicolo può avviare un nuovo ciclo di crescita. In condizioni normali, i follicoli non attraversano queste fasi tutti contemporaneamente, ed è proprio questo che permette di mantenere una capigliatura relativamente stabile. La ricerca ha però individuato possibili oscillazioni stagionali. Uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology ha osservato variazioni annuali nella percentuale di capelli in fase telogen, suggerendo un andamento stagionale del ciclo follicolare. Questo non significa che in autunno tutti debbano perdere una quantità elevata di capelli, né che esista una spiegazione definitiva legata esclusivamente alla diminuzione delle ore di luce. Il fenomeno è influenzato da caratteristiche individuali e da numerosi fattori biologici. Inoltre, una maggiore presenza di capelli nella spazzola può dipendere anche dalla frequenza con cui li laviamo o li pettiniamo: se trascorrono più giorni tra un lavaggio e l'altro, i capelli già distaccati possono accumularsi e diventare più evidenti tutti insieme.

Quanti capelli è normale perdere ogni giorno? -

 Si sente spesso dire che perdere tra 50 e 100 capelli al giorno sia normale. È una stima orientativa utile per comprendere che la caduta quotidiana fa parte della fisiologia, ma non rappresenta una soglia diagnostica rigida. Il numero può variare in base alla densità della capigliatura, alle abitudini di lavaggio, alla lunghezza dei capelli e alla fase del ciclo follicolare. Contare ossessivamente i capelli caduti non è quindi il modo migliore per valutare la salute della chioma. È più utile osservare se la perdita è cambiata sensibilmente rispetto al proprio andamento abituale, se dura a lungo oppure se si accompagna a una riduzione visibile della densità. Un aumento temporaneo della caduta diffusa, senza chiazze prive di capelli e senza altri sintomi, può essere compatibile con un fenomeno transitorio. Diverso è il caso in cui la scriminatura si allarghi progressivamente, la coda diventi molto più sottile o compaiano zone diradate. In queste situazioni non basta aspettare che passi l'autunno: è opportuno rivolgersi a un dermatologo, preferibilmente con competenze in tricologia, per comprendere la causa.

Non sempre è colpa della stagione: il ruolo di stress, dieta e ormoni -

 Una delle condizioni che può essere confusa con la caduta stagionale è il telogen effluvium, un aumento della perdita diffusa dei capelli che può comparire dopo un evento capace di alterare temporaneamente il ciclo follicolare. Tra i possibili fattori scatenanti ci sono febbre elevata, interventi chirurgici, malattie importanti, dimagrimenti rapidi, diete molto restrittive, parto e alcuni farmaci. La caduta può manifestarsi anche due o tre mesi dopo l'evento, quando la persona potrebbe non collegare più i due fenomeni. Anche le carenze nutrizionali, soprattutto in presenza di un'alimentazione insufficiente o squilibrata, possono contribuire ad alcuni problemi dei capelli. Lo stesso vale per determinate alterazioni tiroidee. Lo stress psicologico può avere un ruolo, ma non dovrebbe diventare una spiegazione automatica per ogni perdita di capelli. È importante inoltre distinguere il telogen effluvium dall'alopecia androgenetica, caratterizzata da un progressivo assottigliamento dei capelli secondo distribuzioni tipiche, e dall'alopecia areata, che può manifestarsi con chiazze circoscritte. Sono condizioni diverse, che richiedono percorsi diagnostici e terapeutici differenti.

Shampoo anticaduta e integratori: funzionano davvero? -

 Quando i capelli iniziano a cadere più del solito, la prima reazione è spesso acquistare uno shampoo rinforzante o un integratore specifico. Il mercato propone prodotti con biotina, zinco, ferro, vitamine e numerosi estratti vegetali, spesso accompagnati da promesse di maggiore densità e ricrescita. Ma non esiste un integratore capace di fermare qualsiasi tipo di caduta dei capelli. Una supplementazione può essere utile quando è presente una carenza documentata o un'indicazione clinica specifica, mentre assumere vitamine e minerali senza necessità non garantisce benefici. In alcuni casi, un eccesso di determinati nutrienti può perfino contribuire a problemi di salute o dei capelli. Anche la biotina, molto pubblicizzata nei prodotti tricologici, non dispone di solide prove di efficacia contro la caduta nelle persone che non ne sono carenti; dosi elevate possono inoltre interferire con alcuni esami di laboratorio. Gli shampoo possono contribuire alla pulizia del cuoio capelluto e al benessere del fusto, ma generalmente non sono sufficienti a trattare una caduta dovuta a problemi follicolari o sistemici. La scelta del trattamento dipende sempre dalla causa. In presenza di alopecia androgenetica, per esempio, possono essere indicate terapie specifiche, come il minoxidil, da valutare con il medico.

Come proteggere i capelli in autunno senza inseguire falsi rimedi -

 Prendersi cura della chioma durante il cambio di stagione significa soprattutto evitare comportamenti che possano danneggiare i capelli già presenti. Lavaggi delicati, prodotti adatti alle caratteristiche del cuoio capelluto, minore ricorso a trattamenti aggressivi e attenzione alle acconciature troppo tirate possono aiutare a limitare rottura e stress meccanico. È importante però distinguere la rottura del fusto dalla caduta del capello dal follicolo: nel primo caso i capelli si spezzano, mentre nel secondo vengono eliminati attraverso il normale ciclo follicolare o per effetto di condizioni che lo alterano. Anche l'alimentazione conta. Un apporto adeguato di energia, proteine, ferro e altri nutrienti contribuisce al normale funzionamento dell'organismo, compresi i follicoli piliferi. Non esistono però alimenti miracolosi capaci di accelerare la crescita dei capelli in poche settimane. Massaggi del cuoio capelluto, oli essenziali e trattamenti cosmetici possono risultare piacevoli per alcune persone, ma non devono essere presentati come soluzioni scientificamente dimostrate contro ogni forma di alopecia. La strategia più utile è individuare la causa della caduta prima di scegliere il rimedio, evitando di spendere tempo e denaro in prodotti che potrebbero non essere adatti al problema.

Quando rivolgersi al dermatologo: i segnali da non sottovalutare -

 Una caduta stagionale lieve e temporanea può non richiedere trattamenti particolari, ma ci sono situazioni nelle quali è importante approfondire. Una perdita molto intensa o persistente, un diradamento progressivo, la comparsa di chiazze prive di capelli oppure sintomi come prurito importante, dolore, arrossamento o desquamazione del cuoio capelluto meritano una valutazione specialistica. Anche la presenza di stanchezza marcata, cambiamenti del ciclo mestruale o altri disturbi generali può orientare verso possibili cause non esclusivamente dermatologiche. Durante la visita, il dermatologo può esaminare il cuoio capelluto e utilizzare la tricoscopia, una tecnica non invasiva che permette di osservare capelli e follicoli con un ingrandimento. Gli eventuali esami del sangue devono essere scelti in base alla storia clinica e ai sintomi, non richiesti indistintamente a tutte le persone. La diagnosi precoce è particolarmente importante nelle forme di alopecia progressive, perché permette di intervenire prima che il diradamento diventi più evidente.

In autunno i capelli possono cadere, ma non sempre bisogna preoccuparsi -

 La caduta stagionale dei capelli è un fenomeno plausibile e documentato da studi sul ciclo follicolare, ma non rappresenta una spiegazione universale per ogni perdita che compare tra settembre e novembre. Una maggiore quantità di capelli nella spazzola può essere temporanea e fisiologica, soprattutto quando non si accompagna a un diradamento evidente. Il vero segnale da osservare non è soltanto quanti capelli cadono, ma come cambia la densità della chioma nel tempo. Alimentazione equilibrata, cura delicata del cuoio capelluto e attenzione alla salute generale possono contribuire al benessere dei capelli, ma non sostituiscono una diagnosi quando la caduta è persistente o anomala. E prima di affidarsi a integratori, fiale o shampoo miracolosi, vale la pena ricordare che non tutte le forme di caduta hanno la stessa causa e non tutte richiedono lo stesso trattamento. L'autunno può portare qualche capello in più sul pettine, ma non dovrebbe diventare un motivo per convivere con un problema senza comprenderlo.