Una telefonata e la discussione

Iran, Media: "Trump e Netanyahu hanno parlato di un attacco prima delle elezioni"

Lo riferisce il sito web d'informazione "Axios", citando due funzionari statunitensi, un funzionario israeliano e una quarta fonte a conoscenza del tema

© Afp

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Una nuova, vasta operazione militare contro l'Iran. È ciò di cui avrebbero discusso il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump, come riportato da Axios, che cita a sua volta due funzionari statunitensi, un funzionario israeliano e una quarta fonte a conoscenza della questione. I due avrebbero avuto un colloquio telefonico.

Cosa si sono detti Netanyahu e Trump -

 Durante il colloquio, Netanyahu avrebbe espresso preoccupazione per informazioni dell'intelligence israeliana secondo cui l'Iran starebbe compiendo passi preoccupanti per ricostituire il proprio programma nucleare. La telefonata tra il premier israeliano e Trump sarebbe avvenuta prima che il presidente statunitense dichiarasse di non voler attaccare l'Iran prima delle elezioni di metà mandato. Secondo le fonti citate le forze armate israeliane e statunitensi restano in stato di allerta e stanno completando i preparativi per essere pronte nel caso in cui Trump cambiasse idea.

I timori di Bibi -

Israele teme in particolare che l'Iran possa utilizzare il sito di Pickaxe Mountain come impianto per l'arricchimento dell'uranio. Così, come riportato dalle fonti citate da Axios, Netanyahu avrebbe avuto diverse conversazioni telefoniche con Trump nelle ultime due settimane per discutere della possibilità di riprendere operazioni militari su vasta scala contro l'Iran. I due leader avrebbero addirittura valutato una possibile operazione congiunta israelo-statunitense contro obiettivi militari e nucleari.

Il segretario alla Difesa e la Centcom spingono -

 Pete Hegseth, segretario alla Difesa Usa, e i vertici del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sarebbero i principali sostenitori della ripresa degli attacchi contro l'Iran. Invece, la maggior parte dei consiglieri di Trump preferirebbe continuare per il momento a fare affidamento sulle sanzioni economiche e su altre forme di pressione. "Sostengono che questa stretta economica stia funzionando sempre meglio. Continuiamo cosi'", ha dichiarato un secondo funzionario statunitense.

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