Il quartier generale dell'Onu a Baghdad è stato saccheggiato. Razzie anche in alcuni negozi presso il palazzo del Comitato olimpico, base di Uday Hussein. Sono i primi sfregi che la popolazione della capitale infligge al regime di Saddam Hussein. E in alcuni quartieri della città la gente ha festeggiato l'arrivo dei marines e inneggiato al presidente degli Stati Uniti, George Bush. Intanto la radio irachena continua a trasmettere musica patriottica.
La città è relativamente allo sbando. Le forze di polizia sembrano sparite e nessuno controlla più l'ordine pubblico. Una situazione già vissuta in molte delle città liberate con l'arrivo delle forze alleate. I militari anglo-americani, infatti, non hanno ordine di gestire l'ordine pubblico ma solo quello di tenere libere e sicure le strade per il passaggio dei rifornimenti. I saccheggiatori nella capitale, riferiscono giornalisti sul posto, hanno preso di mira numerosi negozi; alcuni di essi, accalcati su camion e altri mezzi di trasporto. I primi edifici ad essere stati presi di mira sono stati il quartier generale dell'Onu e gli uffici del Comitato Olimpico; ladri in azione anche nei negozi di sport attorno all'edificio, che è stato bombardato a più riprese nei giorni scorsi e che, prima della guerra era il quartier generale del figlio maggiore di Saddam Hussein, Uday.
Inni nei confronti degli Stati Uniti
"Viva Bush, Viva Bush". E' stato questo il grido sentito nel quartiere Hababiyah, a est di Baghdad. La popolazione ha accolto con entusiasmo l'ingresso delle forze Usa che avanzano, ormai da ogni direzione, verso il centro della capitale. Una unità dei marine, a bordo di sette mezzi da trasporto truppe, ha salutato la folla festante, mentre alcuni iracheni han distrutto un ritratto gigante di Saddam Hussein.