Lezione di umiltà

Monza, dopo la rissa in campo i calciatori scrivono ai bambini: "Chiediamo scusa per quello che avete visto"

La lettera dei giocatori della Concorezzese ai piccoli che, a bordo campo, hanno assistito alla zuffa scoppiata al termine del match della Prima squadra

© Istockphoto

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Si dice che una rosa possa fiorire anche in mezzo alle spine. Lo sanno bene i giocatori della Concorezzese, società calcistica con sede a Concorezzo, alle porte di Monza, che hanno saputo trasformare una rissa in campo, e quindi brutta pagina di sport, in una lezione di umiltà e senso di responsabilità nei confronti dei più piccoli. Perché se sbagliare è umano, saper riconoscere i propri errori e chiedere scusa è roba per pochi.

La rissa davanti ai bambini -

 Èd è esattamente quello che hanno fatto i calciatori della Prima squadra, che la scorsa settimana si sono resi protagonisti di una zuffa in campo al termine della partita del proprio campionato. Gli stessi che, due giorni più tardi, hanno trovato il coraggio e l'umiltà di chiedere scusa. Stando a quanto raccontato dal Giornale di Vimercate, gli animi si sono accesi al triplice fischio, quando la tensione del match è sfociata in un acceso parapiglia che ha coinvolto i calciatori di entrambe le squadre. A rendere tutto più spiacevole, tuttavia, è stata la presenza a bordo campo di tanti bambini delle giovanili e dei piccoli raccatapalle che, invitati a partecipare alla Festa dei nonni, purtroppo hanno assistito all'intera scena.

La responsabilità delle proprie azioni -

 Un brutto episodio, senza dubbio, che però fortunatamente non si è chiuso lì. Anzi. "Di fronte a uno spettacolo che rischiava di cancellare quanto di buono costruito durante la giornata di festa, la dirigenza e i giocatori della Prima squadra hanno scelto di non voltarsi dall'altra parte", scrive il Giornale di Vimercate che ha riportato la notizia. Rifiutando qualsiasi alibi, la società ha quindi perso carta e penna, inviando una toccante lettera di scuse sincere indirizzata direttamente ai ragazzi e alle famiglie che avevano storto il naso di fronte alle spiacevoli immagini di qualche giorno prima.

Le scuse ai più piccoli -

 Nel comunicato, i giocatori della Prima squadra non hanno riconosciuto solamente il proprio errore, ma anche e soprattutto di non essere stati quegli esempi che i più giovani dovrebbero seguire dentro e fuori dal campo. Da qui la volontà, anzi la necessità, di chiedere scusa. "Come società, e come ragazzi della Prima squadra, sentiamo il dovere di chiedervi scusa - si legge nella lettera - Quando accadono episodi come quello di domenica, soprattutto davanti a ragazzi più giovani che vivono il calcio con entusiasmo e che guardano alla Prima squadra come a un esempio, sembra che tutti questi valori vengano meno. Ed è proprio questo l’aspetto che ci dispiace di più. Non vogliamo trovare giustificazioni. Vogliamo prenderci la responsabilità di ciò che è successo e trasformarlo in un impegno concreto". Perché, al di là di risultati e classifiche, lo sport dovrebbe trasmettere valori in grado di aiutare i bambini a crescere come persone prima ancora che come atleti. Una lezione che, in fondo, si impara anche dagli errori.

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